Ultimo aggiornamento  24 agosto 2019 08:36

Bmw, qui nasce l'auto robot.

Edoardo Nastri ·

MONACO DI BAVIERA - Ventitremila metri quadrati interamente dedicati allo studio e allo sviluppo della guida autonoma. BMW ha inaugurato a Unterschleißheim, vicino a Monaco di Baviera, l’Autonomous Driving Campus, una struttura in grado di impiegare fino a 1800 persone a fronte di un investimento complessivo di 500 milioni di euro per la sua realizzazione. L’obiettivo della casa dell’elica è chiaro: diventare leader nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie necessarie per mettere in strada automobili che guidino da sole e vendere in futuro questi servizi a terzi.

Silicon Valley alla tedesca

Una piccola Silicon Valley tedesca verrebbe da pensare, guardando la struttura e gli spazi realizzati. C’è posto per specialisti IT, sviluppatori di software nelle aree dell'intelligenza artificiale, dell'apprendimento automatico e dell'analisi dei dati.

Non solo teoria ma anche pratica. Nel grande parcheggio del campus ci aspettavano una quindicina di Serie 7, pronte per condurci in un percorso guidato e accuratamente recintato per ovvi motivi di sicurezza. Grazie all’utilizzo congiunto di radar, lidar e sensori, la vettura è in grado di identificare gli ostacoli e per mezzo dell’intelligenza artificiale, può imparare e mettere in archivio migliaia di situazioni di traffico reali.

Big data

Ma come fare per insegnare alle vetture le infinite varianti della mobilità urbana, extraurbana o autostradale? Ci sono centinaia di veicoli sparsi per il mondo che percorrono milioni di chilometri e registrano tutto ciò che avviene durante il loro percorso. Tutti i dati registrati vengono scaricati presso l’Autonomous Driving Campus e, dopo una prima analisi, spediti al BMW Fiz (Research and Innovation Centre). In questo modo viene aumentato il quoziente intellettivo artificiale della vettura, che chilometro dopo chilometro, backup dopo backup, impara e immagazzina le informazioni. Il punto di arrivo è la registrazione totale di ogni tipo di situazione di traffico e di guida, solo così la vettura saprà come comportarsi in ogni occasione. Resta il punto interrogativo dell’imprevisto dalla variabile infinita che però, dicono i ricercatori BMW, non sarebbe comunque prevedibile, neanche dal cervello umano

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