Ultimo aggiornamento  19 agosto 2018 01:45

Il giro del mondo (gratis) in elettrica.

Paolo Borgognone ·

Viaggiare tra l'Olanda e l'Australia non è agevole. In automobile lo è anche di meno (da Amsterdam e Canberra ci sono più di 16.000 chilometri). Se l'auto è elettrica le difficoltà aumentano. Se poi ci si mette che si viaggia senza soldi e che per ricaricare, mangiare e dormire si può contare quasi solo sull'aiuto esterno di chi segue via web l'avventura o di chi si incontra lungo la strada e mette a disposizione una presa, un posto letto o un pasto, l'impresa diventa titanica. Ma è quello che sta cercando di fare - da due anni - Wiebe Wakker, 32enne ex studente di Event Management all'università di Utrecht e appassionato di viaggi sostenibili, protagonista del progetto "Plug-Me In".

Avventura al via 

Riassumiamo: Wakker ha modificato una Volkswagen Jetta rendendola interamente elettrica. L'auto ha un motore da 150 kilowattora spinto da una batteria agli ioni di litio da 37 kilowattora e ha una autonomia intorno ai 200 chilometri. E' sponsorizzata dalla Bundles.nl, una società olandese che concede in leasing lavatrici di ultima generazione che aiutano a risparmiare energia e inquinano di meno. 

Il 15 marzo del 2016 Wakker è partito da Utrecht per raggiungere l'Australia. Con sé non ha soldi. I fondi provengono solo dalle donazioni di quanti via web seguono la sua avventura (che ha un sito internet dedicato, una pagina Facebook, un account Twitter e un canale YouTube) e decidono di aiutarlo o con una piccola somma o offrendogli, lungo il tragitto, vitto, alloggio e ricarica. Stesso discorso per le persone che hanno incontrato Wakker lungo la strada. Che, proprio perché influenzata dalle necessità appena elencate è stata più tortuosa e lunga del previsto. In origine il progetto "Plug-Me In" sarebbe dovuto durare un anno.

Ancora in strada

In realtà l'olandese è in circolazione da due anni, ha attraversato 31 Paesi e ancora non è arrivato a destinazione. Seguendo le offerte di chi gli garantiva soprattutto di ricaricare le batterie, dall'Olanda si è prima recato in Italia - che pure terra di colonnine proprio non è - poi è tornato verso nord, visitando la Norvegia - come si sa all'avanguardia nella mobilità elettrica in Europa - per poi attraversare buona parte dell'Europa dell'est.

Passato in Asia dalla Turchia, Wakker ha superato l'Iran per poi imbarcarsi fino all'India e da lì proseguire ancora verso sud est. Dopo il Nepal è stata la volta del Myanmar (l'ex Birmania) che nessuno aveva mai attraversato in elettrico finora, quindi il viaggio è proseguito in Malesia e infine in Indonesia.

Il tutto, come abbiamo visto, documentato da video e reportage che raccontano anche dell'effetto della presenza di Wakker nelle zone attraversate: spesso infatti il viaggiatore è stato invitato a eventi pubblici, organizzati proprio per festeggiare il suo arrivo e che sono stati un modo per raccontare a una vasta platea i vantaggi di una mobilità sostenibile. 

Ultima fermata, Lombok

Le ultime notizie lo danno a Lombok, dopo aver percorso circa 60.000 chilometri "senza una goccia di benzina", come scrive orgogliosamente sulla sua pagina Facebook. Sullo stesso social sono raccontate le principali difficoltà incontrate come quella della lentezza della ricarica. "A volte - dice Wakker - dopo una notte intera la batteria si era ricaricata soltanto del 50%".

Ora l'esploratore elettrico sta aspettando di raccogliere abbastanza fondi per affrontare il viaggio in mare che lo porterà fino alla terra dei canguri. Qui già in molti si sono prenotati per aiutarlo a raggiungere Sydney, dove il suo viaggio a batteria intorno al mondo dovrebbe concludersi. Per chi volesse saperne di più e seguire gli ultimi chilometri ( si fa per dire) del viaggio basta connettersi al sito www.plugmeinproject.com.

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