Ultimo aggiornamento  11 dicembre 2019 17:28

Le cinesi che sfidano Tesla.

Carlo Cimini ·

Lo strapotere di Elon Musk non preoccupa le giovani start up e aziende cinesi che tentano la scalata al successo, puntando un'America che sembra - dazi di Trump permettendo - sempre più vicina. Tesla è entrata nel mirino delle società asiatiche ormai da diversi anni: la strategia di sfondare il confine statunitense accomuna queste realtà, sia le più innovative che quelle già consolidate nel loro Paese d'origine. I concept asiatici dai nomi esotici non temono il confronto con i rivali di Palo Alto e la partita elettrica è più che mai aperta.

La Cina avanza

Dall'orlo del fallimento alla ribalta nel giro di pochi mesi. È la difficile vita che ha saputo fronteggiare Faraday Future e il suo principale investitore Jia Yueting. La start up sino americana, salvata grazie a un magnate di Honk Kong - rimasto anonimo - che verserà nelle casse della società oltre un miliardo di euro per risanare il rosso, finalmente potrà avviare la produzione della FF91: un sogno coltivato da tempo, come del resto quello di “raggiungere e superarare Tesla”. Ancora tutto da vivere.  

Il ceo di SF Motors, John Zhang, non ha dubbi: "Trasformeremo la mobilità umana attraverso i nostri veicoli elettrici connessi." La società ha sede a Santa Clara ma alle spalle ha una solidità economica importante proveniente dalla Cina. La Casa vanta inoltre la collaborazione di un ex ingegnere e co-fondatore di Tesla, Martin Eberhard, oggi a capo del suo dipartimento di ricerca e sviluppo.

Nio non rimane a guardare. La start-up del miliardario William Li, leader nel settore elettrico in Cina, ha anche una scuderia nel mondiale di Formula E. Il prossimo step è quello di imporsi a livello mondiale con la sua tecnologia per le batterie e per la guida autonoma. Non è più una notizia la volontà di Nio di quotarsi alla Borsa di New York entro la fine dell'anno.

Se nel mercato delle elettrificate proveniente dalla Cina esiste un padrone, si chiama Byd. La società cinese comanda a livello internazionale e nel suo Paese non conosce rivali. Sono state più di 113 mila le immatricolazioni di auto marchiate Byd nell'anno solare 2017 in tutto il mondo: un risultato che è valso a mettersi alle spalle Tesla, relegata al terzo posto della graduatoria. 

Al secondo posto di questa classifica troviamo Baic, altro colosso del settore automotive asiatico. La Beijing Automotive Group (Baic), partner di Daimler e Hyundai per il mercato locale, ha già annunciato che abbandonerà i motori tradizionali a combustione, per passare completamente all'elettrico, a partire dal 2025.

Tesla e gli americani sono avvisati, la Cina - dal punto di vista dell'auto elettrica - è davvero vicina. 

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