Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 01:14

Citroën, un centro per la vittoria.

Gianluca Pezzi ·

PARIGI - Satory è un quartiere di Versailles noto più che altro per la presenza di aziende legate al Ministero della Difesa francese. E’ proprio qui, tra veicoli militari che sembrano essere usciti da film di fantascienza, che dal 2004 ha sede il “Centre d’Excellence Sports Automobiles PSA”. Eccellenza, appunto. Perché diventa quasi complicato fare l’elenco delle vittorie ottenute da quando il centro ha aperto. Ne citiamo solo una parte: 7 titoli Wrc, la Formula 1 dei rally, (13 da sempre), le ultime 3 Rally Dakar (sono 10 in totale) e 3 mondiali Wtcc (campionato del mondo turismo) danno il senso dell’impegno profuso, considerando anche la partecipazione di un marchio “giovane” come DS nella Formula E.

Ingegnere e pilota

Sono circa 250 le persone che lavorano in questa struttura, con specialisti dedicati su progetti specifici mentre altre professionalità sono impegnate su progetti comuni. E’ proprio la conoscenza condivisa di tecniche e metodologie di lavoro tra Peugeot, Citroën e DS, uno dei punti cardine del sistema.

Ce lo spiega direttamente Pierre Budar, Direttore Citroën Racing, una vita trascorsa in PSA tra l’Europa e l’Asia. Un ingegnere con un passato da pilota ma è soprattutto un grande organizzatore. Una persona che sa esattamente ciò che vuole, conservando modi estremamente gentili ed un sorriso che conquista. E’ lui a raccontare come funziona la squadra Citroën impegnata nel Wrc: “Abbiamo due team tecnici, che si alternano: uno per la gara in corso, uno per la successiva. Le trasferte sono sempre impegnative ed in questo modo ottimizziamo i tempi. Abbiamo un ulteriore team, che si occupa solo di test e collaudi. Mi piace sottolineare che grazie a questi team riusciamo anche a sviluppare parti e soluzioni che poi arrivano sulle auto di tutti i giorni.”

Voglia di vincere

Budar conosce bene il mondo in cui lavora e sa quello che ci si aspetta da un'organizzazione come quella che dirige. “Si, è vero, noi siamo qui per promuovere il brand, e per farlo vogliamo e dobbiamo vincere”: chiaro e semplice. Come arrivare alla vittoria? “In questi giorni siamo in Corsica, per ulteriori test. Sebastian Loeb è motivatissimo e vuole tornare al titolo dopo sei anni. Una cosa non impossibile, devo dire che siamo rimasti impressionati di come gli sia servito così poco tempo per tornare competitivo, senza commettere alcun errore. Per quanto ci riguarda il nostro obiettivo di quest’anno è vincere almeno due gare, ma soprattutto essere competitivi in tutte, in modo poterci giocare la vittoria in ogni tappa. Siamo migliorati parecchio rispetto allo scorso anno, la vettura era buona su strada ma c’era bisogno di lavorare sul comportamento sugli sterrati. Vogliamo che abbia una guida più prevedibile, con un miglior feeling al retrotreno quando il grip è basso. Abbiamo lavorato molto sullo sviluppo, ma ovviamente non si finisce mai di migliorare.”

Come giudica la squadra nei primi appuntamenti? “Devo dire che per ora siamo contenti, soprattutto guardando l’ultima prova in Messico... anzi, a dire la verità è stato frustrante: Sebastian stava andando benissimo, era al comando quando nella 14esima tappa ha forato. Una cosa che è costata molto, visto che ha finito quinto. Però sia chiaro, può succedere a tutti, anche ai campioni del mondo. Tornando alla vettura, la nostra Citroën C3 Wrc si è dimostrata affidabile, non ha dato alcun problema, un aspetto fondamentale soprattutto in Messico”.

Dove i sogni diventano realtà

Mentre ci addentriamo all’interno del centro, quello che colpisce è l’atmosfera. Tutti lavorano con serenità, in alcuni settori il sottofondo è musicale, nessuno discute. Didier Clement, Coordinatore Tecnico Sportivo, ci accompagna nell’area del design dei motori, e poi in quella che potrebbe essere considerata genericamente come l’officina. E’ come entrare nel paese dei balocchi, con pezzi di ogni genere preparati da serissimi tecnici nei confronti dei quali c’è ammirazione e un filo di timore reverenziale. Nella più totale pulizia, in un ambiente quasi asettico, si rimane a bocca aperta di fronte alle Peugeot 3008DKR, per la struggente bellezza e le devastanti dimensioni, così come ci si ritrova a sognare osservando la Citroën C3 WRC in fase di preparazione. Particolari che normalmente non è possibile osservare da vicino, sia nuovi sia già utilizzati e rotti in chissà quale gara o test, come i numerosi paraurti in carbonio appoggiati in un angolo. Le vetture da gara in preparazione compongono un quadro particolare, se messe insieme alle innumerevoli parti di ricambio accatastate ed allineate, taniche di olio motore comprese, in un ordine che solo gli addetti possono riuscire a districare.

Prima di terminare la visita di questa piccola cittadina votata alla velocità, e mentre fuori qualcuno effettua il collaudo di un enorme motorhome, chiedo a Budar quale sia il “segreto” di Citroën, per uno che lavora in PSA dal 1989 e che nella vita di tutti i giorni guida proprio una C3: “Mi è sempre piaciuto lavorare qui, perché questa è un’azienda, anzi è un gruppo dove tutto si può fare. Se hai una bella idea, se sai come portarla a termine, se hai talento e competenze, e se sei una persona determinata, qui hai tutto a disposizione per trasformare i sogni in realtà”.

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