Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 05:34

#GIMS18: Ferrari 488, che Pista.

Roberto Sposini ·

GINEVRA - Ancora non era stata presentata e già faceva sensazione: la Ferrari 488 Pista, al debutto al Salone di Ginevra, non passa inosservata. Nella marea di dati che Maranello ha diffuso via web (prezzo escluso purtroppo) vorremmo concentrarci su uno, forse il più eloquente: da 0-100 chilometri orari in 2 secondi e 85 centesimi. Quanti di voi hanno idea… Quanti di voi avranno provato, almeno una volta nella vita, il brivido di una violenta accelerazione, di quel sentirsi schiacciare ogni vertebra contro lo schienale, con le mani sudate aggrappate alla corona del volante, il sangue che affluisce dalla testa ai piedi, il cuore che batte all’impazzata e quella sensazione di eccitazione, quasi di perdita di conoscenza. Paura? Tranquilli, il corpo umano sopporta ben altro, fino a cinque volte l’accelerazione di gravità dicono gli esperti.

Un mostro da 720 cavalli 

È sempre così, arriva una nuova Ferrari ed è subito evento emozionale”. La 488 Pista non è “solo” l’erede prestazionale della 488 GTB. Nossignori. Non è semplicemente l’ennesimo capitolo nella storia dei gloriosi 8 cilindri di Maranello. Se la GTB, con i suoi 670 cavalli era già l’erede della 458 (di cui qualcuno rimpiange lo stile Pininfarina), sintesi stradale delle esperienze in F1 e GT, delle vittorie alla 24 Ore di Le Mans, qui l’asta del confronto si alza. La 488 Pista ha 720 cavalli e un carattere graffiante, come il suo sound, “aumentato sia in intensità sia in qualità, a ogni regime e in tutte le marce”, promettono alla Ferrari.

Senza compromessi 

Il peso è un punto cruciale: 1.280 chili a secco. Sono 90 chili meno (e 50 cavalli in più…) della GTB di serie, ottenuti grazie all’impiego di fibra di carbonio per molte parti della carrozzeria. La coppia, 770 Nm a 3.000 giri/minuto, fa intuire le performance del V8 biturbo (il più potente nella storia Ferrari). L’accelerazione 0 -200 chilometri orari (7,6 secondi) e la velocità di punta (340 orari) completano il quadro.

La 488 Pista non è una Ferrari per tutti, è evidente. Così vicina al mondo delle competizioni, sviluppata dopo anni di esperienza nei campionati monomarca Ferrari Challenge, la 488 Pista traduce in termini più civili le caratteristiche di altre due 488 estreme, GTE e Challenge. Chi la compra è avvisato: “La 488 Pista è una vettura sviluppata senza compromessi”, avvisano da Maranello; astenersi deboli di cuore, “cumenda” con velleità agonistiche e piloti della domenica. Qui ci vuole qualcuno che sappia apprezzare l’aerodinamica evoluta: il frontale S-Duct che strizza l’occhio alla F1, i diffusori anteriori rubati alla 488 GTE, lo spoiler extralarge. La 488 Pista regala il 20% di carico aerodinamico in più rispetto a una “normale” 488 GTB, serve qualcuno che lo sappia apprezzare. Qualcuno che sappia smanettare con disinvoltura con Side Slip Control 6.0, E-Diff3, F1-Trac e SCM, tutti sistemi di gestione elettronica dell’auto. O con l’ultima diavoleria elettronica, quel Ferrari Dynamic Enhancer che agisce persino sulla pressione inviata alle pinze freno. 

Rivali? Poche

Le alternative, a questi livelli, sono pochissime e tutte straordinarie: McLaren 675 LT, Porsche GT2 RS, Lamborghini Huracan LP 640-4 Performante. Stop, non ci viene in mente altro. La Ferrari 488 Pista ha pochissime rivali. Ed è questo, insieme alle prestazioni pure, che ne fa una sportiva d’eccezione.

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