Ultimo aggiornamento  23 marzo 2019 22:14

Diesel, la scelta.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Tutto in poche ore. Prima la voce – non confermata ma attendibile visto che arriva dal Financial Times – che Fca dal 2022 rinuncerà al Diesel. Poi il tribunale federale di Lipsia in Germania che autorizza le città a bloccare la circolazione di vetture Diesel. E per finire Roma: la sindaca Raggi ha annunciato di voler bloccare a partire dal 2024 il traffico di veicoli privati Diesel.

Maglie larghe

Che detto cosi lascia le maglie larghe all’interpretazione: sarebbero esclusi i veicoli della pubblica amministrazione, i taxi e (forse) i commerciali. Ovvero chi circola di più e dà un contributo maggiore all’inquinamento in città. Vedremo.

Interpretazioni locali a parte, la strada chiusa per il Diesel sembra ormai costruita. E questo nonostante il ministro dell’Ambiente tedesco abbia già precisato che si farà di tutto per evitare “divieti” ai motori a gasolio. D’altronde le ultime notizie arrivano dopo gli stop imposti da più parti in Europa (Francia e Londra in prima fila) e tra i costruttori (Volvo e Toyota).

Una scelta per tutto il Paese

A questo punto in Italia però sarebbe auspicabile una politica unica per tutto il Paese: limitare ovunque il Diesel a partire da una data certa e fissata con largo anticipo. Il passaggio richiede del tempo e l’intero sistema ne ha bisogno per riposizionarsi in modo naturale, senza conseguenze economiche e per i posti di lavoro.

Lo stesso tempo che va dato ai consumatori: chi oggi acquista un’auto nuova ha il diritto di sapere quando e come potrà circolare. Detto questo è il momento di fare una scelta strategica per il nostro Paese, per una graduale elettrificazione del parco circolante. Una scelta forte – come sembra – ormai non ostacolata neppure dal costruttore nazionale. Il governo che verrà sarà in grado di farlo?

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Direttore de l'Automobile

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