Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2020 10:08

5G, l'auto ingrana la quinta.

Patrizia Licata ·

E' in corso a Barcellona il Mobile World Congress, il tradizionale appuntamento dell'industria della telefonia mobile, e il protagonista atteso è il 5G, il prossimo standard per le comunicazioni wireless che non riguarda solo smartphone e tablet ma tutti gli oggetti connessi, dai bracciali per il fitness ai robot in fabbrica, e che aspettano il 5G per scambiare dati in modo più affidabile e veloce.

Anche l'automobile vuole ingranare la quinta perché la prossima generazione delle comunicazioni mobili può davvero mettere il turbo all'auto connessa (ora) e a quella autonoma (nel futuro, non troppo lontano). 

Quanto corre il 5G 

Il 5G è il nuovo protocollo per le comunicazioni mobili, evoluzione degli attuali 3G e 4G. Non esiste ancora: è in fase di test (anche in Italia, in cinque città, che in questo ha un primato all'interno del Piano europeo sul 5G) e dovrebbe essere disponibile dal 2020. Qualche numero: il 4G ha una velocità teorica di download che arriva a 1 Gigabit al secondo, mentre il 5G è programmato per arrivare a 10 Gigabit (equivale a scaricare un film da Internet in una manciata di secondi). Non solo: con il 5G il ritardo nella comunicazione da un dispositivo all'altro non supera il millisecondo e la percezione dell'utente è di una copertura totale con disponibilità totale del segnale. In breve, il 5G ha una capacità potenziata (accoglie più dati alla volta, abbattendo il rischio di congestione della rete) e promette di scongiurare ogni calo di segnale, garantendo un livello di sicurezza nelle comunicazioni dei veicoli che non ha precedenti.

Una centralina nella smart city

La connected car oggi riceve e invia dati per offrire funzionalità come navigazione, notiziari, musica, diagnostica automatizzata, avvisi sulla manutenzione, chiamata di emergenza (eCall) e applicazioni di ogni genere, come quelle che usiamo sul cellulare.

Man mano che l'auto connessa diventerà più sofisticata e si arricchirà di funzioni lo scambio di dati su reti mobili sarà più fitto: nel futuro possiamo immaginare veicoli che comunicano costantemente tra loro e con l'infrastruttura per avere informazioni (traffico, strade chiuse, condizioni dell'asfalto, eccetera) in tempo reale e per dare alle amministrazioni pubbliche dati utili per intervenire sul territorio (modificare i tempi dei semafori, inviare vigili per gestire gli ingorghi, e così via). C'è di più: una volta installati i sensori sulle auto e nelle infrastrutture, lo scambio di dati continua anche a motori spenti e l'auto si può trasformare in una centralina che invia dati sulla disponibilità di parcheggi nelle vicinanze, sul livello di inquinamento dell'aria e altro ancora.

L'auto alla fiera dello smartphone

L'automobile entra così nella Internet of Things, in cui ogni oggetto può essere collegato. Su rete mobile, ovvio, e il 5G ha il compito di gestire in modo efficiente questo flusso enorme di dati e di spianare la strada all'auto a guida autonoma, che solo tramite i dati dei sensori può "vedere" l'ambiente circostante e che non può essere affidabile e sicura se il segnale mobile cade o se lo scambio di dati è lento, perché le decisioni devono essere immediate. Software, intelligenza artificiale, sensori, tecnologia mobile: sono così fondamentali per l'auto di oggi e del futuro che i confini tra industrie si sono definitivamente spezzati tant'è che al Mobile World Congress di Barcellona partecipano ormai a pieno titolo anche i costruttori d'auto.

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