Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2019 05:07

Cupra, il sogno Seat.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

BARCELLONA – Un nuovo marchio dedicato alle prestazioni, in un mondo che sembra andare diritto verso l’elettrificazione. Aspirazione che regala coraggio. Controtendenza. Apparente (poi leggerete perché). Seat lancia il brand sportivo Cupra. Lo fa dal circuito in disuso di Terramar, 30 minuti da Barcellona, uno dei più antichi al mondo (1923). Il nome Cupra non è nuovo: finora è stato già utilizzato per le versioni più performanti della Casa spagnola con 17 modelli e 60mila unità vendute negli ultimi 20 anni. Ora però acquista identità indipendente e un nuovo simbolo con due lettere “C” stilizzate che si incrociano. Una sorta di tatuaggio tribale a sostituire completamente il logo Seat a bordo dalla vettura. Per intenderci l’operazione è simile a quella di Abarth per Fiat.

Si parte con la Ateca

“Cupra is a dream”, annuncia Luca de Meo, presidente e ceo di Seat. Il sogno di qualcosa di esclusivo ma accessibile: “Non bisogna per forza andare verso il lusso per trovare qualcosa di unico”, spiega de Meo. Dove qui quell’unico significa soprattutto prestazione, ricercatezza dei materiali ed elementi di stile. Il piano è lanciare 7 modelli Cupra nei prossimi 3 anni. Si parte dalla Ateca da 300 cavalli presentata oggi qui a Barcellona e preview al grande pubblico al prossimo Salone di Ginevra. Nel 2019 ci sarà spazio per le Cupra Arona e Ibiza (2019) con potenza - da confermare - di 220 cavalli. Nel 2020 sarà il momento per tre modelli: due derivati dalla Leon, la tradizionale berlina e la station wagon ST e un inedito crossover. Auto che potranno contare anche sulla tecnologia ibrida plug-in orientata ovviamente alle prestazioni. E il futuro è salvo.

L'essenzialità di Cupra

Obiettivo, neppure a dirlo, avvicinare nuovi clienti e incrementare i profitti della Casa spagnola. “Se non ci fossero poi alcune Cupra, non ci potremmo permettere, in termini di sostenibilità economica, alcuni nostri modelli futuri”, spiega ancora De Meo. Mentre non sono al momento previsti dei modelli esclusivi per il marchio. Ogni concessionario Seat potrà vendere un’auto del nuovo marchio ma solo il 20% (260 in totale, dei quali 4 in Italia) offrirà – raccontano gli spagnoli - una reale esperienza di vendita Cupra con uno show-room dedicato. In termini di volumi, l'idea è raddoppiare le 10mila unità dello scorso anno (come versioni speciali e non brand) entro 4 - 5 anni.

La crescita di Seat

Nel frattempo Seat continua a crescere con 468.400 unità vendute nel 2017 pari al +46% in 5 anni. L’investimento in ricerca e sviluppo nel 2017 è stato di 900 milioni di euro in particolare sui temi della connettività. Per i risultati finanziari bisogna aspettare la conferenza del 22 marzo a Madrid ma – assicura de Meo – “saranno molto positivi con un valore del nostro business raddoppiato rispetto al 2017. Il meglio per Seat però deve ancora venire”.

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