Ultimo aggiornamento  23 aprile 2019 05:57

Toyota e il neodimio.

Redazione ·

I motori elettrici contengono - tra gli altri - anche alcuni elementi naturali rarissimi e costosi, le cosiddette terre rare, utilizzati come magneti. Toyota sta lavorando per ridurne al minimo l'uso, sostituendoli con altri di più facile reperimento e dai costi sensibilmente più bassi che consentiranno di far calare il prezzo delle vetture a batteria. 

Tagli ai costi

La Casa giapponese ha annunciato che monterà sui motori elettrificati un magnete che sostituirà alcune terre rare fino ad oggi utilizzate, come il Terbio e il Disprosio (nome derivato dalla espressione Dysprositos che in greco antico significa "difficile da raggiungere", tanto per chiarire) e dimezzerà l'uso del Neodimio

Al loro posto gli ingegneri giapponesi utilizzeranno altre sostanze come il Lantanio e il Cerio che hanno un costo di almeno 20 volte inferiore e sono molto più facili da reperire in natura anche in grandi quantità. 

Prezzi in crescita

I prezzi dei minerali oggi utilizzati per i motori elettrici sono in crescita, in particolare quello del Neodimio, che è aumentato negli ultimi mesi dell'80%, soprattutto dopo che l'anno passato il governo cinese è intervenuto chiudendo alcune miniere illegali. La Cina, infatti, è il primo produttore mondiale di questo elemento.

La mossa del costruttore serve ad anticipare la prevista carenza di terre rare come proprio il Neodimio che, secondo i tecnici giapponesi, potrebbe iniziare a scarseggiare nel 2025, quando Toyota conta di affiancare una versione elettrificata a tutti i suoi modelli in commercio. 

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