Ultimo aggiornamento  20 febbraio 2019 12:54

Mobilità urbana, come fare meglio.

Marina Fanara ·

Se Milano si conferma la migliore in Italia in materia di mobilità sostenibile, resta debole sul piano della qualità dell'aria e per l'alto tasso di congestione dell'hinterland. Anche Torino è ancora ad alto rischio inquinamento insieme a Venezia, mentre Genova è la realtà urbana con la più bassa percentuale di spostamenti in auto. Sono questi alcuni risultati che emergono da "MobiitAria 2018", il rapporto su mobilità e inquinamento, elaborato da Kyoto Club, in collaborazione con il Cnr (Centro nazionale ricerche), in occasione del 13esimo anniversario dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto

Metropoli al miscroscopio

Lo studio ha passato in rassegna le 14 città metropolitane d'Italia (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia), analizzando non solo i dati sulla mobilità urbana e sulla qualità dell'aria, ma anche le iniziative e i provvedimenti anti smog adottati dalle rispettive Amministrazioni nell'ultimo decennio: per esempio, l'istituzione di Ztl, zone 30, programmi e infrastrutture per la ciclabilità e Piani Urbani del traffico e della mobilità sostenibile.

Al Sud regna l'auto

Il quadro generale che emerge dal rapporto conferma una crescente attenzione da parte delle grandi realtà urbane nei confronti dell'ambiente e, in particolare, per incentivare forme di trasporto più eco-compatibili, ma con risultati diversi tra le città: ancora una volta, il Nord è più virtuoso rispetto al Meridione. Un esempio lampante è il livello di "auto dipendenza" che impera al Sud: Cagliari è in cima alla lista (il 78% degli spostamenti avviene in automobile), a seguire Reggio Calabria (76%), Catania e Messina (68%). Viceversa, a Genova l'uso della macchina si ferma al 33%, a Milano e Venezia è al 35% e a Firenze al 41%.

Nord allarme smog

A parte le differenze geografiche sulle abitudini di mobilità, la ricerca evidenzia un generale miglioramento della qualità dell'aria nell'ultimo decennio, ma nelle città le emissioni inquinanti prodotte dai veicoli, ovvero ossidi di azoto e polveri sottili, restano al di sopra dei limiti di legge, soprattuto nell'area padana. Servono misure più incisive, sostengono gli esperti del Kyoto Club e del Cnr: a Torino, per esempio, la Ztl andrebbe estesa sia come dimensione che come orario, visto che oggi è attiva solo dalle 7,30 alle 10,30.

Le proposte degli esperti

Alla luce di quanto emerso dallo studio, i ricercatori chiedono di mettere all'ordine del giorno nella prossima legislatura una serie di questioni urgenti, tra cui l'aumento delle centraline per il monitoraggio della qualità dell'aria, provvedimenti per aumentare la mobilità ciclabile e pedonale, la diffusione dei veicoli elettrici e il trasporto pubblico urbano e metropolitano, lo stop ai diesel e benzina entro il 2040 e, finalmente, la riforma del Codice della strada che introduca regole per una mobilità urbana moderna e amica dell'ambiente.

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