Ultimo aggiornamento  17 novembre 2019 02:00

Ghosn resta in sella grazie a profitti stellari.

Francesco Paternò ·

Carlos Ghosn, 64 anni il prossimo 9 marzo, per ora ce l'ha fatta. Il consiglio di amministrazione di Renault gli ha rinnovato il mandato di amministratore delegato per altri quattro anni e per la terza volta, decisione che dovrà essere confermata dall'assemblea degli azionisti il prossimo giugno. In cambio del rinnovo, Ghosn ha accettato la nomina di un numero due, Thierry Bollorè che in teoria dovrebbe prendere deleghe maggiori, e la riduzione del 30% del suo compenso, duramente contestato l'anno scorso dall'azionista pubblico.

Lo scontro con Macron

Lo stato francese detiene il 15% di Renault. Ghosn ha avuto in passato scontri sulla governance del gruppo (insieme a Nissan dal 1999 e a Mitsubishi dal 2016) con Emmanuel Macron, quando questi era ministro dell'economia e ora diventato presidente. Al punto che per Ghosn si prospettava la presidenza non operativa del gruppo e la nomina di un nuovo amministratore delegato con pieni poteri.

Numeri e record

Così non è stato. Ghosn è rimasto in sella grazie a profitti stellari pari a 3,85 miliardi di euro, a un fatturato in crescita del 14,7% a 58,8 miliardi e al primato mondiale di vendite raggiunto nel 2017 dal gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi da lui guidato. Tutti numeri che hanno consigliato all'azionista pubblico di non forzare la mano più di tanto in questa fase ed eventualmente rinviare lo scontro sulla governance. Il governo francese preme in particolare perché Renault si fonda con Nissan per salvaguardare gli interessi della propria industria nazionale.  

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