Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 21:05

Lecce tifa per la bici.

Marina Fanara ·

Dopo essersi aggiudicato 1,6 milioni di euro dal collegato ambientale per gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, il comune di Lecce ha approvato il progetto per la nuova Velostazione: sarà realizzata a ridosso della stazione ferroviaria, in un ex edificio dismesso che verrà trasformato in una struttura esclusivamente dedicata ai ciclisti, con tanto di noleggio, parcheggi, officine, postazioni bike sharing e colonnine di ricarica elettrica.

Una città per la bici

Costo dell'opera 320 mila euro, di cui 270 mila verranno finanziati dalla Regione nell'ambito del programma europeo Por Puglia Fers 2014-2020 finalizzato a "Interventi per la mobilità sostenibile nelle aree urbane e sub urbane". Il sindaco, Carlo Salvemini, è convinto: "La chiave per modificare il modo di muoversi in questa città è la mobilità dolce. I requisiti non mancano: il nostro territorio è prevalentemente pianeggiante, il clima mite, abbiamo una forte vocazione turistica e l'attrattiva dell'università. L'ideale per muoversi in bicicletta e a piedi".

Voglia di due ruote

"La domanda di questo tipo di mobilità", ci spiega ancora il sindaco, "è in forte crescita sul territorio: i cittadini ci chiedono espressamente aree pedonali e piste dedicate per pedalare in sicurezza. E così, in attesa di concludere l'iter d'approvazione del nuovo Piano di mobilità sostenibile, abbiamo già avviato alcune iniziative, tra cui, appunto, la nuova Velostazione che fa parte di una più ampia opera di riqualificazione di tutta l'area della stazione e favorisce l'intermodalità con il treno". 

Programmi vincenti

Un'altra iniziativa qualificante su cui si sta impegnando il Comune è "Lecce più sicura in bici e a piedi", progetto presentato insieme ad alcuni comuni limitrofi che si è aggiudicato il finanziamento del ministero dell'Ambiente per rendere più sostenibili gli spostamenti da e per le scuole e le sedi di lavoro. Il programma prevede, essenzialmente, l'istituzione di zone 30 e zone 20 per la sicurezza di chi si sposta su due ruote e, in generale, degli utenti deboli, piedibus e bicibus nei percorsi che portano ai principali plessi scolastici, sviluppo di piattaforme per il carpooling e diffusione del bike sharing.

Bici condivisa al rilancio

A proposito di bici condivisa, il sindaco ci confessa che "i servizi finora offerti dal Comune hanno dato risultati deludenti, ma non abbiamo gettato la spugna, pensiamo che la formula vincente sia quella del free floating: abbiamo preparato un bando rivolto a soggetti privati interessati a operare sul nostro territorio. Ci prenderemo qualche mese di sperimentazione, partendo con 500 biciclette a flusso libero. Se il test andrà bene, arriveremo a 1.500 mezzi". 

Dalle strade alle piste

Dai servizi alle infrastrutture: "Le nostre piste hanno bisogno di importanti interventi sul fronte della manutenzione", dichiara Salvemini, "ma servono anche nuovi tracciati e opere di collegamento per creare una rete di ciclabili funzionale agli spostamenti urbani e, quindi, dovrà garantire confort e la possibilità di essere percorsa senza intralci e in piena sicurezza". "Certo, siamo molto lontani dagli alti livelli di mobilità ciclistica tipici di molte città del nord", conclude il sindaco, "però è quello il modello a cui aspiriamo, insieme al rilancio del trasporto pubblico. Se perdiamo questa sfida, siamo destinati a rimanere una comunità culturalmente dipendente dall'auto, senza alternative".

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