Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 13:40

Faraday si rimette in carreggiata.

Francesco Giannini ·

Faraday non molla. La startup cinese, con sede negli Stati Uniti, ha trovato un investitore. Si tratta di un facoltoso businessman di Honk Kong, per il momento rimasto anonimo, che verserà nelle casse della società oltre un miliardo e mezzo di dollari. Capitali che serviranno, in parte, per risanare la montagna di debiti accumulati ma soprattutto per avviare la produzione dei veicoli elettrici.

Nel quartier generale di Los Angeles sono già iniziati degli incontri preliminari con diverse aziende internazionali che forniscono componenti per auto: il colosso tedesco Bosch, i giapponesi di Fuji Technical e Miyazu, i coreani di LG Chem e gli americani di Velodyne, società esperta in tecnologie driverless.

Arriva la FF91

La giovane e ambiziosa Casa aveva presentato nel gennaio del 2017 alla fiera dell’elettronica di Las Vegas la FF91, un concept a batteria da oltre 1.000 cavalli. Il progetto, in realtà, si è arenato e il prototipo è rimasto fermo in cantiere. La mancanza di fondi, infatti, non ha permesso a Faraday di completare la fabbrica, che sarebbe dovuta sorgere sempre nella città del Nevada, e iniziare la produzione. 

Nuova fabbrica in California

L’investitore misterioso ha già versato 550 milioni di dollari come cifra preliminare per rilevare quote della società, 300 a dicembre 2017 e altri 250 il mese scorso. La rimanenza di 950 milioni arriverà in tempi non meglio precisati.

Il piano prevede la costruzione di una nuovo impianto ad Hanford, in California, dove verranno assemblati tutti i robot già acquistati per la fabbrica di Las Vegas. L’obiettivo è dare il via alla produzione della FF91 entro la fine del 2018, per immetterla sul mercato l’anno successivo.  Il sogno di Jia Yueting - il principale investitore in Faraday, oggi in guai seri con il fisco cinese - quello di “raggiungere e superarare Tesla” non è ancora finito.

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