Ultimo aggiornamento  19 marzo 2019 10:37

Con l'app a caccia di buche.

Marina Fanara ·

Si chiama "Crowd4roads", ed è un progetto europeo, nell'ambito del programma Horizon 2020, nato per sperimentare un sistema che serve a monitorare lo stato delle strade, coinvolgendo direttamente i cittadini. Basta scaricare l'app "SmartRoadSense", e chiunque, a bordo di qualsiasi veicolo, può controllare col proprio smartphone se l'asfalto è in buone o pessime condizioni.

Il progetto europeo

Capofila del progetto è l'Università di Urbino a cui si sono aggiunti, in qualità di partner, le regioni Marche e Abruzzo. All'estero, la sperimentazione coinvolge, attualmente, Regno Unito e Romania. "Le strade", ci dice Alessandro Bogliolo, coordinatore del progetto, "sono un patrimonio pubblico, abbiamo tutti il dovere di tenerle sotto controllo. Con questa iniziativa invitiamo l'intera cittadinanza a dare il proprio contributo nell'interesse comune".

Strade sotto esame

In sostanza, il sistema sfrutta la capacità di ogni smartphone di registrare le cosiddette "accelerazioni": in parole povere, andando in automobile, il telefonino rileva sia le normali vibrazioni dovute al movimento del veicolo che quelle "anomale" riconducibili a un tratto di strada sconnessa. Il tutto è collegato a un sistema Cloud che riceve tutte le informazioni, mentre l'applicazione avrà il compito di segnalare al server i dati "buoni" e quelli "cattivi" che verrano poi riportati su mappa nella loro esatta localizzazione.

Controlli di qualità

"Una delle novità", prosegue il ricercatore, "è proprio il fatto che il sistema non si concentra solo sulle anomalie, ma è in grado di valutare la qualità della strada nel bene e nel male. Questo permette un duplice vantaggio: i cittadini sono motivati, coinvolti e responsabilizzati e gli enti locali possono disporre di uno strumento puntuale di monitoraggio sulle strade del proprio territorio e ciò torna loro utile sia per la manutenzione sia per per programmare le attività del loro programma".

Sicurezza e ambiente

Ma non finisce qui. Il responsabile del progetto ci tiene a sottolineare che questa iniziativa rientra nel campo dell'"innovazione sociale", per il grosso impatto che può produrre sulla comunità, non solo sul fronte della sicurezza della circolazione, ma anche della salvaguardia ambientale. Basti considerare che "Crowd4roads" sta per Crowd sensing and ride sharing for road sustainability: un'iniziativa, cioè, che sfrutta la tecnologia non solo per monitorare le condizioni della strada, ma anche per incentivare i cittadini a spostarsi in maniera sostenibile e condivisa.

Dalle buche al car pooling

Non a caso, un altro partner del progetto è Blablacar, la piattaforma specializzata in servizi di car pooling: "Ciò significa", ci spiega il coordinatore del progetto, "che chi usa la nostra app riceve una serie di informazioni sulla possibilità di condividere i viaggi con altre persone, viceversa, gli utenti di Blablacar sono invitati a scaricare la nostra applicazione. Con un'unica tecnologia, quindi, cerchiamo di stimolare due comportamenti virtuosi". 

Incentivi allo studio

Il programma è stato avviato nel 2016 e a oggi sono circa 1.000 le persone che utilizzano l'app per un totale di 40 mila chilometri di strade monitorate. Per coinvolgere sempre più cittadini, le amministrazioni locali partner della sperimentazione stanno mettendo a punto un pacchetto di incentivi mirati ai partecipanti più virtuosi: per esempio, il parcheggio gratis nelle aree a pagamento, sconti sui mezzi pubblici e voucher da spendere nei negozi.

Anche l'Automobile Club d'Italia, attualmente membro del board, sta lavorando a una campagna di sensibilizzazione per coinvolgere gli automobilisti a partecipare attivamente al progetto. 

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App  · Buche  · Commissione europea  · Sicurezza  · Strade  · 

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