Ultimo aggiornamento  22 maggio 2019 17:08

Tesla porta i debiti su Marte.

Monica Secondino ·

Per annunciare i dati del quarto trimestre 2017 Elon Musk avrebbe potuto fare una video conference call dallo spazio, direttamente sulla Tesla Roadster che è partita col Falcon Heavy. Invece, almeno su questo, non ci sono state sorprese. Per il resto i dati rilasciati possono essere interpretati  in maniera differente se non opposta. Certo è che non sono univoci. Chi vede il bicchiere mezzo pieno si focalizzerà sul fatto che la perdita annunciata è stata inferiore alle attese: i pessimisti sulla pressione su margini e cash flow.

Perdita netta su

La società ha terminato il trimestre con una perdita netta di 675 milioni di dollari, in confronto col rosso di 121 milioni del quarto trimestre 2016. La perdita per azione è stata di 4,01 dollari, rispetto ai 0,78 centesimi di un anno fa: escludendo le voci straordinarie, ogni azione ha perso 3,04 dollari. I ricavi sono stati di 3,29 miliardi di dollari (+44% sull’anno). Le stime degli analisti indicavano una perdita per azione di 3,11 dollari e ricavi in linea.

Il 2017 termina con 3,4 miliardi di cash e con poco meno di 10 miliardi di debito a medio-lungo termine, alla fine del 2016 era poco meno di 6 miliardi. Il free cash flow è stato negativo di 3,48 miliardi, molto peggio dei 1,4 miliardi del 2016.

Consegne a rilento

Veniamo alle auto. Le prenotazioni della Model 3, che ha visto solo 1.542 consegne nel quarto trimestre 2017, sono rimaste stabili e anzi sono cresciute nelle ultime settimane. Non sono stati dati numeri precisi, ma a fine luglio la stessa società aveva parlato di 455 000 prenotazioni, sostenendo che il numero fosse cresciuto significativamente nel terzo trimestre.

E poi ci sono le promesse di Musk, tante, su tutti i fronti. L’imprenditore aveva annunciato nel 2016 che avrebbe prodotto 200.000 Model 3 negli ultimi sei mesi del 2017 e sarebbe arrivato a 500.000 in un anno. I numeri non tornano, ma questa non è stata una sorpresa perché già si conoscevano i problemi incontrati nella produzione e Musk ha insistito nel sottolineare che Tesla ha fatto considerevoli progressi nel risolverli.

Musk cauto ma ottimista

Per quanto riguarda gli altri due modelli in produzione, Model S e Model X, la previsione per il 2018 è di 100.000 unità, un po’ meno del previsto. C'è poi l’obiettivo di arrivare a 2.500 auto a settimana entro la fine del primo trimestre e di 5.000 unità a settimana entro la fine dell’anno. Proprio con l’aiuto del Model 3 e con la crescita del business derivante dall’energy storage (ha attese di vederlo triplicato nel 2018), la crescita dei ricavi per il 2018 sarà significativamente superiore rispetto a quella del 2017 e si avrà un Ebit positivo. Vale la pena di citare le parole di Musk che si è detto cautamente ottimista e ha ripetuto: “A un certo punto nel 2018 ci aspettiamo di generare un reddito operativo positivo su basi sostenibili”. Che non significa che inizierà a generare un cash flow positivo, per questo ci vorrà più tempo.

Un altro addio

Durante suo intervento Musk ha inoltre confermato che Jon McNeill, responsabile delle vendite, lascia la società per andare da Lyft. Il manager non sarà al momento sostituito e tutto il servizio vendite risponderà direttamente a Elon Musk.

Sembra inevitabile un nuovo aumento di capitale per quest’anno, per avere abbastanza fondi e poter andare avanti nella produzione della berlina accessibile da cui continuano a dipendere le attese su questa azienda.

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