Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 21:38

Ferrari, Portofino val più della California.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

ALBEROBELLO – Una torta con 10 candeline. Rosse ovviamente. Era il 2008 e la Ferrari decise di lanciare il primo modello da tutti i giorni. Un’auto che poteva varcare il cancello di un supermercato quanto quello di una pista. Se non fosse per quel Cavallino in bella mostra, si potrebbe definire una entry level. Una GT da utilizzare senza limiti di giorno e ora. Nacque così la California, convertibile con tetto rigido pieghevole e nome che strizzava l’occhio al pubblico americano e faceva sognare corse a cielo aperto. Motore V8 aspirato che nel 2014 diventa turbo (e la California aggiunge una “T”) e fa tornare alla mente la F40 degli anni ottanta.

La Rossa quotidiana

Missione riuscita. Almeno a sentire i numeri che raccontano in Ferrari: la percentuale di uso quotidiano della California è del 150% più alta della media della gamma di Maranello. Il 30% dei clienti utilizza anche i due sedili posteriori. A questo modello per tutte le stagioni, i puristi del marchio - o chi a una Rossa si è avvicinato per la prima volta - hanno lasciato qualche appunto: più sportività e un migliore fun to drive. Oltre – visto l’utilizzo quotidiano – a un maggiore spazio a bordo.

Più potenza e meno peso

Post-it fondamentali quando si tratta di partire da un foglio bianco per disegnare l’erede della California. Tre anni di lavoro e l’auto è pronta, si chiama Portofino. Il nuovo modello della Rossa è già in vendita, con prime consegne a maggio e un prezzo di listino di 196mila euro. Per conquistare gli ultimi scettici, sulla granturismo Ferrari si è lavorato essenzialmente su due fronti: riduzione  del peso e maggior uso dell’elettronica. Oltre a un lavoro sulle perdite di carico del motore che hanno fatto guadagnare alla Portofino 40 cavalli rispetto alla California T, diventati 600 sul 3.855 centimetri cubici V8 turbo. Il risultato sono 80 chili in meno grazie a una diversa scelta di materiali utilizzati per il telaio, a una riduzione delle saldature e a diversi elementi ridisegnati. Più potenza e meno peso, cocktail micidiale per aumentare il divertimento di guida.

Divertente e sicura

Tanto più se la scatola dello sterzo elettrica consente di dialogare meglio con la strada rispetto a una guida idraulica e il differenziale elettronico permette di portare all’estremo le prestazioni della Portofino in modo più efficiente su fondi difficili (acqua e neve), personalizzando all’infinito la distribuzione di coppia sulle ruote. Più divertente, ma anche più facile da guidare (e godere) e sicura. I 5 centimetri di spazio aggiuntivi per i passeggeri posteriori fanno il resto, così come il tetto completamente nuovo e una strumentazione più moderna e funzionale. Confortevole e digitale.

Il sound agli scarichi

In strada la Portofino diverte come una Rossa più grande e non ha nulla da invidiare al resto della gamma. Magari in circuito la differenza sarà di quelle da non passarci sopra, ma nelle strette vie che portano verso i trulli di Alberobello coppia, leggerezza e rigidezza non lasciano spazio ad esitazioni di sorta: è una Ferrari. Punto e basta. L’elettronica la rende poi sufficientemente facile da guidare e il sound degli scarichi è da playlist rock anni settanta. 

Gli obiettivi Ferrari

La Portofino ha dunque le carte in regola per aiutare Ferrari a raggiungere nel 2018 le 9mila unità vendute. Oltre a dare il suo contributo verso l’obiettivo annunciato nei giorni scorsi: superare i 2 miliardi di euro di utile operativo lordo entro il 2022 e azzerare l’indebitamento già nel 2021. Perché in attesa del suv (2020) e dell’annunciata supersportiva elettrica, una Portofino val più di una California. 

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