Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 04:17

I folli test dei tedeschi.

Luca Bevagna ·

Dieci scimmie, un Beetle e un diesel. E ora aggiungete anche una manciata di uomini. Quello che accade in queste ore ha del folle. Prima quanto ha riportato il New York Times, poi rimbalzato in Germania con la Bild: nel tentativo di dimostrare l’assenza di rischio nelle emissioni di ossido di azoto (e altre sostanze) di un motore a gasolio, un centro di ricerca, finanziato dal gruppo Volkswagen e dalle connazionali Bmw e Daimler, ha chiuso dieci scimmie all’interno di un box, costringendole a guardare cartoni animati e a respirare per ore quanto usciva dai gas di scarico di una Beetle.

Il fatto sarebbe accaduto nel 2014 ad Albuquerque in New Mexico. Una sperimentazione senza senso e solo ora condannata dalle stesse tre industrie automobilistiche. Nessun ente governativo avrebbe mai ratificato, o semplicemente dato valenza scientifica, ai risultati seppur positivi di un test portato avanti in questo modo. Follia. Ma neanche troppa.

Anche cavie umane

Almeno a vedere le ulteriori rivelazioni fatte dalla stampa tedesca: oltre alle scimmie si sarebbero testati gli effetti delle emissioni dei motori a gasolio anche su volontari umani. Il fatto, secondo le notizie dalla Germania, si sarebbe svolto in un centro di ricerca clinica dell'università di Achen. Quello che si racconta in queste ore è l’ulteriore dimostrazione di un management Volkswagen fuori controllo: chi truccava le emissioni con software illegali e chi mandava povere scimmie e cavie umane in una camera a gas. Un modus operandi comune sembra ormai a tutta l’industria automobilistica tedesca. Certa di farla franca. Ma per fortuna non è andata così.

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