Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2019 12:52

L'auto che parla.

Carlo Cimini ·

Alexa, Siri, Google, Cortana, Casey e Bixby non sono i personaggi di una serie tv americana, ma i nomi degli assistenti vocali che, in generale, ci semplificano la vita, anche durante le manovre al volante. Funzionano con qualsiasi dispositivo tecnologico di ultima generazione e prendono il comando delle nostre azioni, dal momento in cui concediamo l’autorizzazione con un semplice “Ehi” o “tappando” lo schermo. Da alcuni anni sono stati inseriti nei sistemi infotainment dei veicoli (principalmente con Apple CarPlay e Android Auto).

Sicurezza al volante

L’assistente vocale si trasforma in un vero e proprio compagno di viaggio dell'automobilista: è cortese, risponde a tutte le domande del caso – cercando la migliore soluzione al problema – può avere una voce femminile o maschile e di qualsiasi nazionalità. Il guidatore non sarà più solo. Alcuni hanno anche uno spiccato senso dell’umorismo: raccontano barzellette e si possono avviare lunghe conversazioni. Una tecnologia intuitiva e molto semplice da usare che permette agli utenti di avere meno distrazioni. Da quando è stata implementata anche nelle automobili, il guidatore tende ad abbassare meno lo sguardo sul telefonino e si concentra di più sulla strada.

Aiuto attivo

Questa tecnologia si basa su un sistema modulare e aperto. Le funzioni base sono messe a disposizione dai giganti della comunicazione (Apple, Google ecc.) mentre gli sviluppatori esterni possono modificare le proprie applicazioni e abilitarle per l’OS (operative system) che preferiscono. Sul mercato ce ne sono molti e oggi è difficile individuare il migliore. E’ possibile però intuire quelli più utilizzati dalla scelta che l’utente riserva per il sistema operativo del suo smartphone: Apple, Google e Windows su tutti. Funzionano tutti, più o meno, allo stesso modo: bisogna esclamare “Ehi Siri”, “Ok Google” o “Ciao Cortana” (a seconda di quello che si ha) per attivarlo e chiedere, per esempio, le previsioni del meteo, o attivare il navigatore ed essere guidati verso un luogo (“portami al Colosseo”) oppure avviare una telefonata (“chiama Luca cellulare”). In auto l’assistente è collegato anche ai sistemi di intrattenimento e quindi è in grado di controllare anche la riproduzione musicale.

Voci alternative

Chi si prepara a riconoscere le emozioni è Alexa, l’assistente vocale di Amazon. Dal 2014 è cresciuta molto: dall’esordio dentro Echo, (all’apparenza una strana cassa a forma di cilindro, utile però a semplificare la vita delle persone) ora punta a trasferirsi su impianti più grandi. Lo scorso anno l’azienda di Seattle ha stretto un accordo con la Ford per implementare la tecnologia sulle auto dell’Ovale Blu: oltre a essere pratica per i servizi elencati in precedenza, può controllare diversi dispositivi intelligenti utilizzati come hub di domotica (aprire la porta del garage, accendere il riscaldamento di casa o attivare l’antifurto). Anche Bosch dona la voce al suo assistente “Casey”. Risponde ai comandi in 30 lingue diverse anche quando è offline. Bixby di Samsung invece – presentato come sistema innovativo - è ancora in fase embrionale: probabilmente sarà inserito sui Galaxy a partire dalla prossima primavera, ma è tutto da scoprire.

Tag

Alexa Amazon  · assistente vocale  · Auto  · Google  · Siri  · 

Ti potrebbe interessare

· di Andrea Cauli

Il costruttore americano integra nel Sync 3 i servizi vocali cloud di Alexa, che consentono di ascoltare audiolibri e attivare anche vari servizi di domotica