Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 21:54

Spedizione a impatto zero.

Gloria Smith ·

Le energie rinnovabili sono potenzialmente in grado di alimentare tutte le nostre attività. La dimostrazione arriva dalla più recente spedizione al Polo Sud, la South Pole Energy Challenge, dell'esploratore polare britannico Robert Swan, suo figlio Barney e il responsabile marketing di Commvault, Chris Powell: sponsorizzata dalla stessa Commvault, Shell, Samsung, Toyota, Vivo Energy, WWF e Patagonia, la spedizione di 900 chilometri, appena conclusa dopo otto settimane di viaggio, si è alimentata solo con tecnologie e fonti di energia “pulite”.

Automotive e hitech insieme

Come è chiaro dai nomi degli sponsor, fare dei passi avanti sull'energia verde interessa non solo alle Case automobilistiche impegnate nello sviluppo di nuovi motori (Toyota è un pioniere dell'alimentazione elettrica), ma anche a colossi petroliferi come Shell, che ha fornito alla spedizione in Antartide biocombustibili avanzati (ottenuti con la sua tecnologia IH2 che trasforma i rifiuti solidi in carburante ecologico) che hanno permesso agli esploratori di tenersi al caldo e cucinare i cibi. L'alimentazione green delle attività interessa anche alle aziende tecnologiche: Commvault produce software per la gestione e la protezione dei dati, mentre Samsung, nota per gli smartphone e gli elettrodomestici, ha una divisione Renewable Energy che produce energia elettrica da sole e vento. 

Avanti tutta sul clima 

Il lavoro dell'esploratore Robert Swan, che ha fondato l'organizzazione 2041, mira a stimolare governi, imprese, investitori e singoli individui a intraprendere azioni concrete per cambiare il loro modo di pensare, legiferare e utilizzare l’energia. La spedizione South Pole Energy Challenge è stata un mezzo per confermare il ruolo che l’accordo di Parigi sul clima svolge nel proteggere l'ambiente. "Spero che la spedizione abbia catturato l’attenzione del pubblico e messo in evidenza le questioni più importanti relative al cambiamento climatico e alla necessità di adottare fonti energetiche più pulite”, ha detto Swan.

Prossima tappa: Marte

La South Pole Energy Challenge guarda anche più lontano del nostro pianeta: mentre si fanno passi in avanti nel testare sistemi per produrre energia pulita sulla Terra, si sperimentano soluzioni che potrebbero essere usate in future missioni con equipaggio su Marte: i sistemi tecnologici usati dalla missione al Polo Sud sono stati infatti progettati dalla Nasa.

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