Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 05:55

Lo strano ponte della Brexit.

Colin Frisell ·

LONDRA - A scuola abbiamo studiato che a Waterloo inglesi e francesi (con contorno dei tedeschi, che quando c'è da menare le mani non mancano mai) se le sono suonate di santa ragione. Va bene sono trascorsi duecento anni, il mondo è cambiato, ma passare dalla cattura del generale Cambronne (sì, quel generale Cambronne che rispose per le rime a chi gli chiedeva di arrendersi) a costruire un ponte sulla Manica per collegare Dover e Calais, cioè l'alfa e l'omega del mondo per noi isolani sudditi di Sua Maestà, è davvero troppo. 

Eppure Mr Alexander Boris de Pfeffel Johnson, discusso ministro degli esteri del governo May e fautore della Brexit, l'addio del Regno Unito all'Europa, sempre in bilico tra diventare l'uomo più importante del Regno o essere cacciato dall'esecutivo, ha proposto proprio questo durante il vertice bilaterale anglo-francese sull'energia che si è svolto alla Royal Military Academy di Sandhurst, il centro di addestramento degli ufficiali dell'esercito di Sua Maestà.

Un posto dove il nome del duca di Wellington, che vinse Waterloo, è sacro. In pratica dopo aver convinto una (stretta) maggioranza di inglesi a lasciare il continente al suo destino, ora Johnson ci propone di agganciarci a quel pezzo di terra alla deriva con un legame - si spera - ancora più solido e soprattutto ben visibile. 

Una strada fra due mondi

Un ponte dunque. Stradale e ferroviario. Da costruire nel punto più stretto del Canale della Manica. 35 chilometri che cambierebbero la faccia del mondo, almeno del mondo che conoscono gli inglesi. Quando il governo conservatore della signora Thatcher lanciò nel 1979 l'idea del tunnel sotto la Manica, un pastore protestante del Sussex guidò una rivolta contro il progetto al grido: "Non vogliamo che la nostra campagna diventi un parcheggio per i camper francesi". Chissà il pastore che ne pensa dell'idea del ministro. 

Evidentemente quando si fa politica l'idea di costruire grandi ponti sembra grandiosa, tanto più che sulla Manica non ci sono rischi di terremoti a differenza di quello che potrebbe accadere nel sud d'Italia fra Scilla e Cariddi. E poco importano i costi, poco importa l'impatto ambientale, poco importa che fino al giorno prima si sia detto l'esatto contrario. Se lo scenario non vi ha spaventato abbastanza sentite questa: Boris Johnson è nato a New York, è cittadino americano e un giorno disse: "Potrei fare il presidente degli Stati Uniti". Già qualcuno sogna un bel ponte tra Southampton e New York. O è un incubo?

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Giornalista appassionato di auto e 100% suddito di Sua Maestà

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