Ultimo aggiornamento  20 ottobre 2019 18:37

La Hyundai Veloster resta dispari.

Paolo Odinzov ·

Ha ancora le portiere dispari, due sul lato destro e una sola a sinistra, e adesso è un’auto globale, pensata per conquistare soprattutto il pubblico giovane. La nuova Hyundai Veloster, presentata nei giorni scorsi al Salone di Detroit, punta ad ampliare i suoi orizzonti nel mercato, giocando ancora una volta la carta della diversità per trovare il successo in una categoria dove persino modelli celebri, ad esempio la Volkswagen Scirocco, hanno gettato la spugna.

Si controlla da remoto

Vestita nel centro stile Hyundai di Irvine (California), la nuova Veloster non si discosta nella linea dalla precedente edizione. Sfoggia una impostazione dinamica della carrozzeria, segnata dal tetto spiovente, e numerose appendici aerodinamiche in grado di metterne in luce fin da fuori il carattere corsaiolo. All’interno la coreana mostra una più spiccata anima hi-tech. Offre dotazioni da categoria superiore, come il touchscreen da 7 o 8 pollici, le interfacce Android Auto e Apple CarPlay, ed ha un “cuore” a base di chip e bit che permette, tramite una specifica app, di controllarne da remoto diverse funzioni. Compresa l’accensione del motore, del climatizzatore o l’apertura o chiusura delle portiere.

Frena da sola quando serve

Un passo avanti la nuova Veloster lo fa anche nella sicurezza di marcia, potendo contare ora su numerosi sistemi attivi, tra cui la frenata automatica di emergenza con riconoscimento pedoni, oltre all’avviso di superamento involontario della corsia di marcia e un sistema di monitoraggio della carreggiata che avverte della presenza di eventuali pedoni o veicoli non visibili negli angoli morti degli specchietti retrovisori. Mentre nella meccanica la new entry di Seoul propone una gamma di propulsori a benzina per una potenza fino ai 275 cavalli, quanti nè ha il 2 litri turbo previsto sulla versione più grintosa N, e dispone a seconda delle versioni di un cambio automatico o manuale a sei rapporti.  

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