Ultimo aggiornamento  16 settembre 2019 15:25

Francia, più sicurezza stradale.

Patrizia Licata ·

Una misura impopolare in nome della sicurezza stradale. Così il primo ministro francese Edouard Philippe ha descritto la disposizione approvata a Parigi al termine della riunione del Consiglio interministeriale sulla sicurezza stradale (Cisr) che riduce, a partire dal 1 luglio 2018, il limite massimo di velocità sulla strade dipartimentali a 80 chilometri orari contro gli attuali 90. "Capisco le obiezioni, capisco i malumori, ma in gioco ci sono vite umane", ha ammonito il premier.

Gli automobilisti protestano

Di riduzione della velocità sulle strade dipartimentali a doppio senso e senza elemento separatore (circa 400.000 chilometri totali) si discute in Francia dal 2013. Nel 2015 il governo è riuscito solo a varare una sperimentazione su alcune delle strade secondarie di fronte alle proteste degli automobilisti: 1,5 milioni di firme raccolte dalla Ligue de Défense des Conducteurs e una petizione presentata dall'associazione "40 millions d'automobilistes" contro il limite degli 80 orari. "Serve lottare contro l'uso del cellulare alla guida, contro chi si mette al volante sotto l'effetto di alcol e droga, la velocità non c'entra", sostengono gli automobilisti.

La velocità causa il 31% degli incidenti

Il governo replica: nel 2016 in Francia 3.477 persone hanno perso la vita in incidenti stradali (e 70.000 sono rimaste ferite) e la velocità è la prima causa (31% degli incidenti); il 55% dei sinistri avviene sulle strade interessate dalla riforma. La sperimentazione condotta tra luglio 2015 e luglio 2017 su alcune delle strade dipartimentali ha permesso di ridurre l'incidentalità del 25% e di abbassare del 50% il numero di vittime, ha riferito Philippe alla riunione del Cisr.

Lotta ad alcol e cellulare

Sulla sicurezza stradale il governo francese ha varato una riforma complessiva che va oltre il limite degli 80 all'ora sulle strade secondarie. Il 19% degli incidenti si deve all'abuso di alcol e ora Parigi imporrà l'installazione di etilometri Dadss (che impediscono l'accensione del veicolo) nelle vetture degli automobilisti cui è stata ritirata per più di una volta la patente per guida in stato di ebbrezza. Per i recidivi sarà obbligatorio anche un supporto medico-psicologico. Sanzioni più severe ci saranno anche per chi parla al cellulare senza auricolari o messaggia mentre guida (9% degli incidenti): si arriverà alla sospensione della patente nel caso di somma con un'altra infrazione. 

La situazione italiana

Anche in Italia l'ultimo rapporto ACI-Istat sottolinea l'importanza di contrastare la distrazione al volante e l'uso del cellulare, intensificando controlli e campagne di sensibilizzazione, come quelle condotte dall'ACI #GuardaLaStrada e #MollaStoTelefono”, che già hanno prodotto risultati positivi.

Quanto alla velocità, anche nel nostro paese è la prima causa di incidente insieme a distrazione e mancata precedenza (41,5% dei casi). Sulle strade extraurbane, in particolare, la velocità eccessiva è causa del 15,3% dei sinistri. In Italia nel 2016 sono diminuiti i morti su strada (3.283 contro i 3.428 del 2015: - 4,2%), ma sono aumentati gli incidenti (+0,7%) e le fasce deboli restano gravemente penalizzate. E' così anche in Francia (559 pedoni uccisi nel 2016, +19,4% rispetto al 2015): per questo il Cisr ha approvato l'inasprimento delle multe per gli automobilisti che non rispettano i passaggi pedonali e la messa in sicurezza degli attraversamenti, dove sarà aumentata la distanza dalla linea d'arresto per le auto e dai parcheggi limitrofi.

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