Ultimo aggiornamento  23 luglio 2019 17:55

Fiat Chrysler vince a Wall Street.

Francesco Paternò ·

Il 2018 si apre a Wall Street dopo un anno in cui la borsa è cresciuta vertiginosamente (+19%, in dollari). Grazie a una economia americana più che solida e all’effetto Donald Trump. Mentre nell’auto a stelle a strisce, il titolo che ha guadagnato di più è stato quello della più piccola delle Big Three di Detroit: Fiat Chrysler. 

FCAU, oltre il 95%

Il titolo Fiat Chrysler, FCAU a Wall Street, è cresciuto in un anno di oltre il 95% (anche alla borsa di Milano è stato il primo grazie a un +74%) con una oscillazione su 52 settimane fra un minimo di 9,01 dollari ad azione fino a un massimo di 18,56. Nelle raccomandazione degli analisti, secondo quanto riporta Market Watch, il titolo oggi riceve 9 “buy”, 12 “hold” e 4 “sell”. Giudizio complessivo: “hold”, titolo da tenere.

Sergio Marchionne, insomma, ha fatto bene il suo lavoro, almeno dal punto di vista del titolo e soprattutto per gli azionisti.

Gm su a doppia cifra

La più grande General Motors, - che nel corso del 2017 si è liberata delle sue attività europee in perdita (Opel-Vauxhall, ceduta a Psa) e chiuso attività in altri mercati come India e Sudafrica – ha visto il suo titolo crescere a Wall Street del 19,2%. Nelle 52 settimane prese in esame, il titolo ha avuto il picco più basso a 31,92 dollari e il più alto a 46,76. Fra le raccomandazioni degli analisti ci sono 10 “buy”, 10 “hold” e 2 “sell”. La raccomandazione finale però è più che incoraggiante per la Ceo Mary Barra: il giudizio è “overweight”.

Ford così così

A Detroit, il titolo Ford (semplicemente F a Wall Street) è quello che se la passa meno bene, dopo un cambio in corsa di Ceo nel maggio scorso. Via Mark Fields, accusato sostanzialmente di aver fatto perdere al titolo il 40% del suo valore in tre anni, al suo posto Jim Hackett. Risultato: nelle 52 settimane, il gradino più basso è stato un 10,47 per azione, il top un 13,27. Nelle raccomandazioni sembra di capire che, nonostante la debolezza di F, gli analisti credono in Hackett: 4 “buy”, 17 “hold”, 2 “sell”, giudizio complessivo “hold”.

Tesla sopravvalutata

Lontano da Detroit, nel 2017 la Tesla di Elon Musk ha continuato a giocare un suo campionato. Il titolo ha oscillato da un minimo di 210,98 dollari a un massimo di 389,61 – tanti. Anche se oggi l’azione vale “solo” circa 315 dollari e Musk ha dimostrato di non sapere gestire ancora una produzione di massa prevista per la Model 3. Il titolo è sopravvalutato? Sì, ha detto a sorpresa lo stesso Musk nel luglio scorso, “è più alto di quanto ci meritiamo”. Eppure quel giorno stava a 327 dollari e i guai di produzione della Model 3 erano ancora un segreto.

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