Ultimo aggiornamento  21 marzo 2019 06:42

Europa, un piano per la bici.

Marina Fanara ·

Mentre l'Italia ha appena approvato la sua legge sulla mobilità ciclabile, l'Europa ha avviato uno studio per un piano per tutto il Vecchio continente. Obiettivo: rendere l'uso della bici una modalità di trasporto urbano a tutti gli effetti, con tanto di norme e di infrastrutture. A darne notizia è Francesca Racioppi, componente dell'ufficio Europa dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) annunciando che l'iniziativa sarà discussa dai ministri Ue della Salute, dell'Ambiente e dei Trasporti.

Oms: muoversi, per carità

Il Piano paneuropeo della mobilità ciclabile, come è stato battezzato il futuro progetto, è fortemente caldeggiato dall'Oms che parteciperà ai lavori e che ribadisce la necessità di diffondere nelle città una mobilità attiva. Secondo i ricercatori dell'Organizzazione, infatti, "spostarsi regolarmente a piedi e in bicicletta per 150 minuti a settimana riduce del 10% le cause di mortalità". Viceversa, l'insufficiente attività fisica è responsabile di un milione di decessi l'anno, solo in Europa. 

Tutta Europa in sella

L'intenzione di creare un network internazionale di persone che hanno la responsabilità della ciclabilità nei vari Paese europei, secondo Francesca Racioppi, nasce per salvaguardare la salute e il benessere dei cittadini. "In tal senso, le città sono un laboratorio straordinario", sottolinea l'esponente dell'Oms, "ma servono azioni politiche per realizzare infrastrutture e servizi ad hoc al servizio di pedoni e ciclisti". Infrastrutture che fungano da alternativa non al trasporto pubblico, ma alle automobili.

Questione di salute urbana

Lo sviluppo di una mobilità urbana attiva è anche uno degli obiettivi dell'accordo firmato di recente a Roma tra il ministero della salute e l'Anci (l'associazione dei comuni italiani) a favore della salute sostenibile nelle città. Si chiama "Urban health Rome declaration" e contiene 15 azioni tra cui la creazione di percorsi ciclo-pedonali e lo sviluppo di iniziative in grado di ridurre i rischi di malattie correlate all'inquinamento atmosferico e ambientale.

"Dobbiamo comprendere che è necessaria una grande svolta", sostiene il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, "I cambiamenti climatici non sono un'invenzione, ma una realtà che incide sul nostro benessere e sullo quello dei nostri figli. Serve agire non solo per ridurre l'inquinamento, ma anche per trasformare le metropoli in 'organismi viventi', sostenibili dal punto di vista ecologico e ambientale". 

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