Ultimo aggiornamento  25 marzo 2019 13:37

Move_Uk, la via inglese all'auto robot.

Colin Frisell ·

LONDRA - Non è un mistero che il Regno Unito punti a diventare il Paese leader, almeno in Europa, per quanto riguarda lo sviluppo delle auto autonome. Lo sforzo, organizzativo, scientifico ed anche economico, per raggiungere l'obiettivo non può essere lasciato solo agli investimenti privati. Ecco perché è nata Move_Uk, un'organizzazione che vede tra i finanziatori il governo di Londra (con un investimento di circa 100 milioni di sterline sul progetto ) oltre a Bosch, Jaguar Land Rover, la società assicurativa Direct Line, il Transport Research Laboratory e una compagnia telematica chiamata "The Floow", oltre al distretto di Greenwich, quello del meridiano zero. Se siete un po' esperti della capitale inglese, è una delle "smart cities britanniche

I metodi di lavoro 

Lo sviluppo della auto condotta dall'intelligenza  artificiale ha bisogno soprattutto di dati che vengono raccolti attraverso una lunga (e costosa) sperimentazione. Ogni vettura, corredata di sensori, telecamera, radar, deve percorrere migliaia di chilometri in ogni condizione e su qualsiasi tipo di strada per consentire ai tecnici di capire dove si deve intervenire. 

Il direttore del programma Move_Uk, Simon Morley, spiega che "ogni vettura autonoma genera 8 gigabyte di dati al secondo, quanti ne servono per scaricare due film dalla piattaforma Netflix". La mole di informazioni è convogliata su un "cloud" che si alimenta attraverso la connettività dei telefoni cellulari verso il laboratorio dove vengono poi studiate. In una fase successiva del lavoro si applica un sistema differente, basato su gli eventi particolari che accadono durante la marcia. Solo i dati inerenti ai fatti significativi vengono raccolti e spediti alla sede centrale per l'analisi immediata. 

Strumenti importanti 

Uno degli strumenti di questa raccolta di informazioni è la flotta di cinque Land Rover Discovery Sport equipaggiate con i sensori e i radar che sono state messe a disposizione dei dipendenti del comune di Greenwich. In questo caso le auto non sono autonome, ma la dotazione che le correda permette comunque di raccogliere informazioni sulle situazioni ambientali e di traffico alla velocità di 250 segnali al secondo. Presto si passerà alla fase successiva che prevede un monitoraggio computerizzato a 360 gradi intorno la vettura.

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