Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 17:11

Bee Gees, a tutta birra.

Giuseppe Cesaro ·

“Tu immagina: arriviamo dall'Australia dopo tre settimane di nave, avevamo avuto 13 flop di fila e un solo successo, e quasi subito firmiamo con Brian Epstein (il manager dei Beatles, ndr.) e il suo socio, Robert Stigwood. E, all'improvviso, i pezzi funzionano. Quindi è: 'Ecco i soldi dell’anticipo, ragazzi.' Impazzisci. Compri un Rolls, un appartamento da playboy a Belgravia (uno dei quartieri più eleganti ed esclusivi di Londra) e te ne vai in giro ad ubriacarti insieme ai Beatles: è troppo!... Ho comprato la mia prima Rolls a 18 anni. A 21 avevo già cinque Rolls e sei Aston Martin: è normale a quell’età che uno si perda… Avevo provato l’erba, ma mi faceva stare male e così ho cominciato a bere. Birra, più che altro, ma non l’ho mai mischiata con la guida e, giuro: non ho mai avuto tutti quegli incidenti di cui parlano… So che avete sentito quella vecchia storia che dice che sono volato con una Aston Martin giù da un pontile e l’ho mollata nell’acqua, ma davvero: non è mai successo!”

Odiata disco-music

Di chi è questa disarmante e, come vedremo, non del tutto veritiera confessione? Di Maurice Gibb (Douglas, Isola di Mann, 22 dicembre 1949 – Miami Beach, 12 gennaio 2003), cantante, autore e polistrumentista inglese che, insieme al gemello Robin (morto a Londra il 20 maggio 2012: entrambi avrebbero compiuto 68 anni ieri) e al fratello più grande, Barry (1 settembre 1946) hanno dato vita uno dei gruppi più famosi della storia del pop: i Bee Gees, considerati i padri della cosiddetta disco-music.

Paternità che i tre si sono sempre rifiutati di riconoscere. "Ci siamo beccati un sacco di critiche nel corso degli anni", ha dichiarato Barry a People alla fine anni Ottanta. "Siamo in giro da 30 anni, ed è piuttosto ingiusto etichettarci solo come ‘disco’". "Quando abbiamo scritto quelle canzoni - ha sottolineato Robin - non avevamo mai nemmeno sentito la parola discoteca". "Siamo rimasti sbalorditi – ha aggiunto Maurice - quando ‘La Febbre del Sabato Sera’ ha sfondato […] ‘Disco’ era una parola volgare. La odiavo! La detestavo con tutto me stesso! Ma all'improvviso eravamo la band ‘disco’ più importante del mondo. I media ci avevano appioppato quell’etichetta e non siamo più riusciti a scrollarcela di dosso… D’accordo: portavamo pantaloni bianchi, ma all’epoca li portavano tutti: ho delle foto nelle quali li portano persino i Genesis!”.

"Disco" o no, le cose per i tre ragazzi inglesi non sono andate poi così male: più di 200 milioni di dischi venduti in tutto il mondo (le stime variano tra i 230 e i 270), ben 18 "numeri 1", 8 Grammy, 5 American Music Award, 1 Brit Award e 1 World Music Award, a cui si aggiungono l’inserimento nella nella "Songwriters Hall of Fame" (1994), nella "Rock and Roll Hall of Fame" (1997) e nella "Vocal Group Hall of Fame" (2001). Che dite? Ci si può stare, no?

RR Silver Wraith 1948

Nel 1967, poco dopo il loro arrivo a Londra, li troviamo davanti alla vetrina di Jack Barclay a Berkeley Square, una delle concessionarie più prestigiose della Capitale inglese, mentre ammirano una delle Bentley in esposizione. Il vento sta per girare a loro favore e, per Barry, Robin e Maurice, auto come quelle non resteranno un sogno ancora per molto. Il 19 settembre, infatti, esce il singolo “Massachusetts”, che, all’inizio di ottobre, raggiungerà la vetta della classifica, per restarci per ben 5 settimane: cosa tutt’altro che facile in un anno, in assoluto, tra i più ricchi di grande musica. Il 12 dicembre, per festeggiare un Natale che si annuncia particolarmente munifico, il produttore Robert Stigwood regala ai "ragazzi" una Rolls-Royce Silver Wraith del 1948. Un gioiello di stile e meccanica che rimane una delle più belle auto di super-lusso di tutti i tempi: più di 5 metri di lunghezza e quasi due di larghezza per 2106 chili di peso; 6cilindri in linea, 4.257 cc, 123 cavalli, per una velocità massima di 140km all’ora e un’accelerazione da 0 a 100 in 16.2 secondi.

Cadillac Fleetwood Brougham platino 1978

Ma lo "Spettro Argentato" non resterà l’unico regalo di Stigwood. Una decina d’anni più tardi, infatti - quando i Bee Gees esploderanno come fenomeno mondiale, piazzando “Saturday Night Fever” (colonna sonora del film ‘La febbre del sabato sera’: 40 milioni di copie vendute; Grammy ’79 come disco dell’anno; 15 dischi di platino nei soli Stati Uniti) al vertice delle classifiche internazionali, Stigwood premierà i suoi ragazzi con una Cadillac Fleetwood Brougham, dalla verniciatura – non a caso - argento platino. Più di 5 metri e mezzo di lunghezza, poco meno di due di larghezza, per 2015 kg di peso; quattro porte, trazione posteriore, V8 da 6.966 di cilindrata 180 cavalli, 181km all’ora di velocità massima, in grado di passare da 0 a 100 in 12.5 secondi.

RR Silver Cloud decappottabile 1964

Così come è impossibile sapere con esattezza quanti dischi abbiano venduto i fratelli Gibb nella loro ultra-quarantennale carriera, è anche impossibile tenere il conto di quante dream car abbiano avuto. Basti ricordare che, nel 1969, durante quattro giorni di shopping compulsivo assurti all’onore delle cronache, Maurice (allora ventenne) acquistò una Rolls, una Bentley e una Aston Martin. Molte delle auto di Maurice non fecero, però, una bella fine. Pare, infatti, che il giovane musicista fosse un assiduo frequentatore delle folli feste della ‘swingin’ London’ e assai raramente riuscisse a trattenersi dal bere in modo sconsiderato. Il resto non è difficile da immaginare.

Tra le molte meraviglie che meritano di essere ricordate c’è, senza dubbio, la bellissima Rolls-Royce Silver Cloud decappottabile, carrozzata H. J. Mulliner, probabilmente tra il gennaio e il giugno 1964, come lasciano supporre le cornici dei fari ancora prive del minuscolo monogramma RR e il sedile anteriore più ampio. V8, 16 valvole, 6.227 cc, 220hp, la "Nuvola d’argento" era in grado di raggiungere una velocità massima di 187 km/h e di passare da 0 a 100 in 10.8 secondi. A giudicare dalle immagini che circolano in Rete, sembrerebbe che la creatura di Mulliner fosse verniciata in nero, ma dato che si tratta di foto in bianco e nero non è facile dirlo con certezza; lo stesso modello, infatti, era disponibile anche blu scuro. Pare che questa autentica meraviglia sia finita contro un albero - mentre Maurice correva da una festa all’altra - senza subire, però, danni seri. Né avrebbe potuto essere altrimenti, vista la particolare robustezza di griglia, paraurti anteriore e carrozzeria in acciaio. Per avere un’idea della cura e della qualità con cui erano costruiti questi gioielli, basta ricordare che per sollevare il tavolino da caffè - piano in vetro, edizione limitata - da istallare sulla Rolls del batterista dei Beatles, Ringo Starr, c’erano volute ben quattro persone.

L’anno successivo (1970) al giovane Bee Gee era rimasta solo un’auto: una Aston Martin DB6, cosa che lo indusse a riflettere sul fatto che forse era il caso di cominciare ad affrontare seriamente il problema della sua forte dipendenza dall’alcol. Dipendenza che presto gli sarebbe costata la separazione dalla moglie (la cantante pop scozzese Lulu, sposata nell’aprile del ’69, quando lui aveva solo 19 anni e lei 20), costretta a chiedere il divorzio dopo quattro anni da lei definiti, senza mezzi termini, un “incubo”. Passerà molto tempo prima che i due, superata la dipendenza dall’alcol e liberi dagli eccessi di un successo troppo grande - arrivato, forse, troppo presto - si riscoprano persone, imparino a distinguere tra il lavoro da musicisti e la vita vera e ritrovino il senso e il piacere di condividere il palco o anche, semplicemente, un giro in macchina.  

Tag

bee gees  · Londra  · Musica  · 

Ti potrebbe interessare

· di Giuseppe Cesaro

Non ricorda quante donne ha avuto, ma non ha mai dimenticato marca, modello e colore delle sue mille supercar. A volte con optional "ad personam"

· di Colin Frisell

La Casa britannica presenta con un teaser la Phantom 8, che sarà svelata in occasione di una mostra straordinaria nella capitale inglese dal 27 luglio