Ultimo aggiornamento  23 aprile 2019 05:54

In Europa Uber è un servizio taxi.

Redazione ·

Il servizio di ride hailing (passaggi ai clienti tramite auto private) offerto da Uber rientra "indissolubilmente" nell'ambito del settore dei trasporti e deve essere disciplinato dai singoli Stati come avviene, per esempio, per i taxi. Questa in sintesi la attesa sentenza odierna della Corte di giustizia europea, che ricalca le indicazioni dell'avvocatura generale della Ue che si era espressa in proposito a maggio.

Trasporto urbano

Secondo i giudici del Lussemburgo, "Uber crea un'offerta di servizi di trasporto urbano" mettendo in contatto i passeggeri con conducenti non professionisti attraverso una piattaforma online. La app, dice la Corte, è "indispensabile sia per i conducenti sia per le persone che intendono effettuare lo spostamento". Pertanto in questo caso non possono essere applicate le regole che valgono per la libera prestazione dei servizi né per il commercio, come sosteneva l'azienda californiana. 

Sì ai blocchi

La sentenza della Corte ha confermato anche che non esiste una legislazione a livello continentale in proposito e quindi Uber deve sottostare ai regolamenti dei singoli Paesi in materia. In questo senso i blocchi ad operare in Spagna e in Francia - così come le limitazioni in Italia - appaiono pienamente giustificati. 

La compagnia ha subito comunicato che "la sentenza non comporta cambiamenti nella maggior parte dei Paesi Ue dove Uber è presente". Un portavoce della azienda ha confermato che "continuerà il dialogo con le città di tutta Europa, con obiettivo di garantire a tutti un servizio affidabile a portata di clic". 

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