Ultimo aggiornamento  19 dicembre 2018 10:23

Mobilità: che aria brutta che fa.

Marina Fanara ·

Italia malata di traffico e smog: è preoccupante il quadro che emerge dall'ultimo Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano di Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), specialmente in materia di qualità dell'aria e mobilità sostenibile. Tanto che gli esperti dell'Istituto (un organismo interno al ministero dell'Ambiente) hanno voluto ricordare, nella premessa allo studio, che l'Agenzia europea dell'ambiente ha inserito il nostro paese nella lista nera perché fortemente esposto al rischio inquinamento, riconducibile soprattutto a Pm10 e ozono ben oltre i livelli di guardia.

Quanta polvere in città

Stando ai dati del Rapporto, sui 119 comuni esaminati, nel 2016, il Pm10 ha superato i limiti giornalieri di legge (50 microgrammi al metro cubo) in 33 aree urbane, localizzate prevalente al nord, ma presenti anche al centro e al sud, Sicilia compresa, con Frosinone prima in classifica (83 giorni di superamento su 35 di tetto massimo). La situazione non sta migliorando quest'anno, perché se nel primo semestre l'allarme polveri sottili è scattato in ben 18 comuni, al 10 dicembre scorso, ben 34 città erano oltre la soglia giornaliera. Finora, in cima alla classifica delle città più inquinate c'è Torino che ha già collezionato 103 giorni di sforamento. Pessima la situazione anche per quanto riguarda l'ozono (il cosiddetto smog estivo): nei mesi più caldi di quest'anno, in ben 84 agglomerati urbani si sono superati i 120 microgrammi per metro cubo, un valore (si chiama obiettivo a lungo termine) che sta a indicare gravi rischi per la salute umana. 

Cara vecchia auto

Strettamente legato all'inquinamento è anche il numero di automobili che circolano nel nostro paese (il traffico su gomma è una delle principali fonti di agenti nocivi) e che nel 2016, solo considerando i 119 comuni testati nel Rapporto, è cresciuto dello 0,7% rispetto al 2015 (+1,4% in tutta Italia). C'è pure da considerare il tasso di motorizzazione che, nel nostro paese, continua a essere il più alto d'Europa dopo il Lussemburgo: oltre 62 auto ogni 100 abitanti contro, per esempio, le circa 56 in Germania, 49 in Spagna, 48 in Francia e 47 in Gran Bretagna. Troppe auto, ma anche troppo vecchie: nel 2016, un quarto del totale (il 25,3%, quasi 10 milioni di vetture su 37.876.138 totali) è compreso tra Euro 0 ed Euro 2. A Napoli, le più inquinanti in assoluto.

Quanto al tipo di alimentazione, diminuiscono le auto a benzina (nel 2016, siamo a quota 48,5% sul totale rispetto al 49,7% del 2015) mentre aumentano le diesel (41,9% nel 2015 e 42,9% a fine 2016). Cresce leggermente il Gpl (5,8% contro il 5,7% del 2015), stabili al 2,4% le vetture a metano. 

Bus: il peso dell'età

Notizie scoraggianti arrivano pure dal trasporto pubblico su gomma, il mezzo più gettonato per spostarsi nelle nostre città, dopo l'automobile, ma assolutamente "insostenibile": il 71% degli autobus urbani è composto da vecchi diesel con un'età media pari a 11,4 anni contro i 7 anni della media europea. In più, il 27% del parco nelle città è ante Euro 3. L'arretratezza italiana si riconferma nell'offerta di mezzi di trasporto a zero emissioni: in tutto il paese, solo 7 città hanno una metropolitana la cui estensione, complessivamente, è pari a 3,8 chilometri per milione di abitanti contro 12,5 della Spagna, 10,5 del Regno Unito, 7,8 della Germania e 5,5 della Francia. Non va meglio con il tram: i nostri 5 chilometri di rete per milione di abitanti sono una miseria rispetto, per esempio, a Germania e Francia dove la rete di tranvie per milione di abitanti schizza, rispettivamente, a quota 23 e 11 chilometri.

Oms: muoversi, per carità

Alla luce di questi numeri, il rapporto invita a una riflessione, sia nei confronti dei cittadini ai quali si chiede di ridimensionare l'uso dell'auto a favore di mezzi di trasporto alternativi, sia al governo centrale e locale per l'adozione di misure in grado di incentivare forme di mobilità sostenibile. E per "mobilità sostenibile", si legge nello studio, "si intende un sistema di trasporto ideale, di persone e di merci, che pur soddisfacendo le esigenze di spostamento, non genera costi esterni ambientali e sanitari e concorre a garantire una buona qualità della vita".

A proposito di salute: mentre l'Agenzia europea dell'ambiente stima che in Italia lo smog è causa o concausa di almeno 50 mila morti premature l'anno, l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda forme di mobilità dolce e attiva. "In Europa", sottolinea l'Oms, "un'insufficiente attività fisica è associata a circa un milione di morti l'anno. Viceversa, muoversi regolarmente a piedi e in bicicletta per 150 minuti a settimana significa il 10% in meno di probabilità di ammalarsi gravemente".

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