Ultimo aggiornamento  28 febbraio 2021 00:58

Matra Bagheera, figlia della giungla.

Massimo Tiberi ·

Tre posti sulla stessa fila, motore posteriore-centrale-trasversale e carrozzeria in plastica, fari retrattili e grinta da GT purosangue: sembrano le caratteristiche di una show-car, di un prototipo destinato agli stand dei Saloni dell’auto. Invece, è la proposta molto concreta destinata alla produzione di una azienda come la francese Matra, fortemente creativa e impegnata sia in campo agonistico ai massimi livelli che nella ricerca d’avanguardia, in sintonia con le sue origini di azienda del settore aeronautico.

Dalla giungla alla strada

Debutta così nel 1973 la coupé Bagheera, dal nome della pantera de “Il libro della giungla” di Kipling, in un momento particolarmente felice per la marca, che nel 1969 si era imposta nel Mondiale di Formula 1 con Jackie Stewart e che proprio in quell’anno si aggiudica anche il Mondiale Sport-Prototipi, successo ripetuto poi nel 1974. Saranno tre consecutive le vittorie alla 24 Ore di Le Mans.

Il progetto nasce in accordo con la Chrysler France, proprietaria all’epoca del marchio Simca, e la nuova auto adotta così il motore ripreso dalla produzione di gran serie di una Casa dalla vocazione popolare: il quattro cilindri 1.300 della versione potenziata TI della berlina 1100. Con 84 cavalli e un cambio a sole quattro marce non si possono fare miracoli, ma la compatta Matra-Simca (lunghezza inferiore ai 4 metri), leggera grazie ai materiali utilizzati per il corpo vettura e dalla notevole aerodinamica (i fari a scomparsa aiutano ad ottenere un CX di 0,33), può superare abbondantemente i 180 chilometri orari con buone doti di spunto. Lo schema tecnico adottato (quello di una supercar come la Lamborghini Miura), inoltre, assieme alle sospensioni a quadrilateri e barre di torsione, consentono un comportamento su strada appagante.

Eleganza greca

Ad intrigare è però soprattutto il design della carrozzeria, al quale ha contribuito lo stilista greco Antonis Volanis (sua successivamente la Renault Espace), mentre è esclusiva, e tutto sommato pratica, la soluzione dei tre posti affiancati, che caratterizzano un abitacolo molto originale anche per quanto riguarda plancia, volante (con una sorta di monorazza sdoppiata), illuminazione interna a fibre ottiche e disposizione dei comandi.

L’evoluzione della Bagheera porta ad una variante S, con il motore 1.400 da 90 cavalli della Simca 1308, che migliorerà le prestazioni (190 di massima e 0-100 in meno di 11 secondi), alla edizione firmata Courrèges e, dopo un lieve restyling nel 1976, alla X, arricchita negli accessori.

Nel 1978 la Simca viene assorbita dal gruppo Psa e le viene associato il marchio Talbot, che quindi accompagnerà a fine carriera la coupé Matra, uscita di produzione nel 1980 dopo circa 48.000 unità costruite. L’eredità passa alla Murena, sempre nella anticonformista configurazione tre posti ed equipaggiata di motori 1.600 e 2.200, ma non darà buoni risultati commerciali, uscendo di scena nel 1984 dopo essere stata venduta in appena 10.000 esemplari.  

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