Ultimo aggiornamento  18 agosto 2018 04:35

La Grande bellezza in bicicletta.

Marina Fanara ·

Potrebbe segnare il riscatto della metropoli più congestionata d'Italia: il Grab, il Grande raccordo anulare per le biciclette, un anello di 45 chilometri di pista ciclabile all'interno della Capitale, che si snoda dal centro ai quartieri periferici passando per siti storici, ville, parchi, argini fluviali. L'opera è ormai ai nastri di partenza: concluso il progetto di fattibilità, il prossimo 15 dicembre verrà presentato al Mit (ministero Infrastrutture e trasporti) per l'ok definito e il via ai finanziamenti. Per i tempi non dovrebbero esserci sorprese: inizio 2018 per l'apertura dei cantieri e 2019 per la conclusione dell'opera.

Tutta Roma in bicicletta

La mega ciclabile romana, che stando alle previsioni del Campidoglio sarà percorsa da 2 milioni di ciclisti l'anno, si snoderà completamente in piano: virtualmente, inizia dall'Arco di Costantino su via San Gregorio per poi passare, quasi in senso anti orario, da Circo Massimo, Terme di Caracalla, Appia Antica, Caffarella, Almone, Arco di Travertino, Tor Fiscale, Quadraro, Tor Pignattara, Villa Gordiani, Parco Lineare Tav, via Palmiro Togliatti, Riserva dell'Aniene, Montesacro, Villa Ada, Parioli, Bioparco, Villa Borghese, via delle Belle Arti davanti alla Galleria nazionale d'arte moderna, Auditorium, Parco della Musica, piazza Cavour, San Pietro, Via Giulia, Sinagoga, piazza Venezia, Fori Imperiali e Colosseo.

Un anello intermodale

In sintesi, circa due terzi dell'itinerario (30,5 chilometri su 45), si sviluppano in parchi, argini fluviali (il Grab costeggia tre fiumi, Tevere, Aniene, Almone) e vie pedonali. Altri 5 chilometri interessano strade a bassa frequenza di auto, mentre gli ulteriori 9 chilometri di tracciato riguardano arterie super trafficate (Appia, Tuscolana, Casilina).

Se, come sottolinea la sindaca Virginia Raggi, "il Grab è la ciclovia urbana di Roma per eccellenza, un'opera chiave per la mobilità dolce che fa riscoprire a turisti e cittadini il nostro patrimonio storico-culturale", è anche un'opera fondamentale per dare ossigeno a una città soffocata dal traffico, offrendo un'alternativa di mobilità sostenibile e intermodale anche nei quartieri più densamente popolati. Lo dimostra il fatto che la ciclabile si incrocia con importanti servizi di trasporto pubblico: si tratta delle metropolitane A, B, B1 e C (in ben 8 stazioni: Colosseo, Circo Massimo, Arco di Travertino, Porta Furba, Teano, Ponte Mammolo, Libia, Lepanto), di 6 linee del tram (2, 3, 5, 8, 14, 19) e di tre stazioni ferroviarie (Serenissima, Togliatti, Nomentana). Ulteriori punti di connessione si incontrano nelle immediate vicinanze del tracciato.

Non solo turisti

L'infrastruttura sarà accessibile e sicura per tutti, compresi pedoni, disabili e bambini che hanno appena imparato ad andare in bicicletta senza rotelle. Proprio per questo, come specifica Roma servizi per la mobilità (divisione che fa parte dell'amministrazione capitolina), saranno necessarie alcune modifiche alla viabilità: per esempio, su via Giulia è previsto il senso unico per le auto, su via San Gregorio verrà allargato il marciapiedi e creata un'area più grande per ciclisti e pedoni, sull'Appia Antica sarà istituita una Ztl e zone 30 al Quadraro. 

Parcheggi d'interscambio

"L'opera è pensata come grande anello monumentale, ma non è solo un'alternativa di trasporto per turisti o il tempo libero", ribadiscono al Comune, "l'obiettivo e farne un'infrastruttura urbana integrata ad altri mezzi di trasporto e alle ciclabili già progettate come quelle su via Tuscolana, Prenestina e Palmiro Togliatti". Non a caso, proprio in questi giorni, è partita la gara per la realizzazione di 2 mila nuovi stalli per le biciclette. Molti di questi saranno installati all'interno di velostazioni, in prossimità di autobus, metropolitane e stazioni del Grab, vere e proprie strutture coperte dove poter parcheggiare la bicicletta in piena sicurezza, al riparo dai furti (Roma ha questo triste primato). "L'idea", ci dicono ancora al Comune, "è l'utilizzo delle due ruote per coprire il cosiddetto ultimo miglio proprio attraverso il Grab, magari dai quartieri più periferici, per poi posare la bici in apposito parcheggio e proseguire in treno, bus, tram o metro". 

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