Ultimo aggiornamento  25 marzo 2019 03:09

Università La Sapienza, modello di mobilità.

Marina Fanara ·

Mobilità condivisa, smart working, carburanti alternativi, auto elettriche e biciclette: è quanto prevede il piano di collaborazione tra ministero dell'Ambiente e Università La Sapienza di Roma per gli spostamenti di studenti e lavoratori del principale ateneo della Capitale. 

Buone pratiche in facoltà

Gli interventi in programma prevedono progetti pilota di mobilità ciclistica per gli spostamenti casa-scuola con la possibilità per gli studenti di usufruire di una bicicletta, anche a pedalata assistita in comodato d'uso, di veicoli in car sharing allargato ai lavoratori del campus per andare e venire dall'università oppure utilizzare veicoli elettrici grazie a una colonnina di ricarica che verrà installata all'interno della Sapienza. I test in programma riguardano anche i carburanti alternativi: sempre all'interno dell'università verranno realizzate stazioni di rifornimento per biocarburanti, idrogeno, gas per poi valutarne, con nuove tecnologie digitali, l'impatto in termini ambientali sugli spostamenti da e per l'ateneo.

Il supporto del Governo

Sono convinto che questa collaborazione non gioverà solo a chi frequenta l'università, ma sarà utile a tutta la Capitale", ha sottolineato Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente, "vogliamo promuovere una nuova idea di trasporto sostenibile, in coerenza con gli obiettivi della Strategia energetica nazionale (Sen), partendo proprio dalle migliaia di ragazzi che ogni giorno si spostano da e per l'università. Le alternative che vogliamo incentivare con queste progetto potranno tradursi nel tempo in una riduzione dell'inquinamento e una migliore qualità della vita non solo per solo per gli studenti ma per tutti i romani che attraversano la città".

"E' importante coinvolgere anche la comunità universitaria sul tema della mobilità sostenibile", ha aggiunto il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, "perché questa sfida riguarda ogni cittadino nella sua dimensione etica e quindi necessita di un nuovo modello educativo nel quale proprio l'università può svolgere un ruolo di primo piano". 

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