Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 15:14

ACI e FIA un giorno per ricordare.

Redazione ·

Da 21 anni la terza domenica di novembre è la "Giornata mondiale del ricordo" delle vittime della strada. Un evento globale - dal 2005 riconosciuto anche dalle Nazioni Unite - che attraverso manifestazioni, dibattiti, cerimonie in tanti Paesi diversi - vuole unire tutti nel ricordo di chi ha perso la vita. La giornata è anche un modo per stringersi accanto alle famiglie di quanti rimangono coinvolti in incidenti, alle loro comunità e per ringraziare chi, quotidianamente, si impegna col proprio lavoro per garantire maggiore sicurezza e soccorsi pronti e professionali.

Domanda di sicurezza

Anche quest'anno l'Automobile Club d'Italia si unisce alla FIA (Federation Internationale de l'Automobile) lanciando l'appello a tutti per una maggiore consapevolezza quando si è in strada - alla guida ma non soltanto - e per moltiplicare gli sforzi comuni con lo scopo di ridurre i terribili effetti dell'incidentalità. L'obiettivo rimane la riduzione del 50% di morti e feriti sulle strade entro il 2020 rispetto ali dati del 2011.

I numeri sono drammatici. Ogni anno nel mondo 1.250.000 persone perdono la vita in strada, 50 milioni rimangono ferite. In Italia - secondo i dati ACI-Istat - nel 2016 ci sono stati 3.283 morti, 249.175 feriti, di cui 17.000 catalogati come gravi. Il costo sociale per il nostro Paese - stima l'Automobile Club - supera i 17,5 miliardi di euro, pari all'1,1% del prodotto interno lordo. 

Tutti insieme contro gli incidenti

"Non bisogna mai abbassare la guardia - sono state le parole del Presidente ACI Angelo Sticchi Damiani - perché quella contro l'incidentalità è una guerra dura che, però, possiamo vincere. Nel 2001 i morti sulle nostre strade erano 7.096 l'anno, l'anno scorso sono stati 3.283. il 53,7% in meno. La strada è ancora lunga, ma se tutti faranno la loro parte, raggiungeremo l'obiettivo".

In un video realizzato in occasione della "Giornata del Ricordo" insieme con il Commissario Europeo ai Trasporti, Violeta Bulc, il presidente FIA, Jean Todt ricorda come, "la perdita in termini di vite umane è prevedibile e inaccettabile. Sappiamo come rendere le strade più sicure, ma abbiamo bisogno di migliorare le infrastrutture, di veicoli più sicuri e più educazione stradale".

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