Ultimo aggiornamento  24 settembre 2018 03:23

Disabili: Torino città laboratorio.

Marina Fanara ·

Un semplice braccialetto in grado di aiutare la mobilità dei disabili. Si chiama Get ed è stato ideato da Deed, una start-up fondata da due fratelli romani, Emiliano ed Edoardo Parini. L'idea è piaciuta al comune di Torino che ha deciso di sperimentare questa tecnologia a bordo dei propri mezzi pubblici e, in generale, per i servizi di mobilità gestiti da Gtt, la municipalizzata dei trasporti, in collaborazione con le associazioni dei diversamente abili. 

Muoversi con un dito

Il dispositivo è dotato di tecnologie cosiddette "assistive" che, ci spiega Emiliano Parisi, "si prestano a molteplici applicazioni al servizio di tutti. Ma a chi soffre di disabilità potrebbero cambiare decisamente la vita". Il funzionamento è semplice: basta collegare il bracciale a uno smartphone e, per esempio, se squilla o vibra il telefono, semplicemente avvicinando il dito all'orecchio si potrà conoscere il contenuto di una notifica o ascoltare una conversazione.

"Nel campo della mobilità", aggiunge Parisi "il device è in grado di indicare itinerario e mezzi pubblici per raggiungere una determinata destinazione, pagare il biglietto di bus, tram o metropolitana accostando il braccio alla macchina obliteratrice o ai tornelli, conoscere la durata del viaggio e la fermata dove scendere accostando un dito all'orecchio. Durante il viaggio, insomma, non ci sarà bisogno di prendere il cellulare dalla tasca o dalla borsa e, per vidimare il ticket, non servirà cercare il biglietto o la tessera dell'abbonamento". La tecnologia, insomma, può essere d'ausilio a chi ha problemi di vista, all'udito (l'impulso bypassa il timpano e arriva direttamente alla coclea) e a chi è affetto da disabilità motorie perché può, per esempio, indicare le fermate prive di barriere o l'autobus dotato di pedane per l'accesso dei disabili.

Più sicuri nel traffico

Un altro campo d'applicazione è la sicurezza stradale, contro gli incidenti dovuti a distrazione da smartphone. "Il dispositivo non ha schermo", sottolinea Parisi, "quindi, per conoscere il contenuto di un messaggio o di una mail, non bisogna distogliere gli occhi dalla strada: anche in questo caso, basta ascoltare con un dito all'orecchio. Non è indicato per chi guida (dovrebbe togliere una mano dal volante), ma certo si presta a chi va a piedi che, così, non rischia di essere investito, mentre chi usa la bici, con una semplice vibrazione del bracciale, può sapere la direzione da prendere senza lasciare il manubrio". Per ora il sistema è in fase di sviluppo, "stiamo facendo i compiti per testare le varie utilità e Torino è uno di questi test", sottolinea il fondatore della start-up, e promette che da gennaio prossimo sarà sul mercato.

Tecnologie smart in Comune

"Torino è da tempo impegnata in programmi per migliorare l'accessibilità delle persone più deboli", spiega Maria Lapietra, assessore alla Mobilità del capoluogo piemontese, "e crediamo che le nuove tecnologie possano dare un enorme contributo in tal senso. Sono profondamente convinta, tra l'altro, che un buon amministratore abbia il compito di favorire le nuove progettualità e sia in grado di rispondere ai bisogni delle persone". Per questo, Palazzo Civico, oltre ai test su Get, ha deciso di avviare un'altra sperimentazione, anche stavolta con il coinvolgimento delle associazioni dei portatori di handicap: si tratta di un'app che è capace di individuare se un parcheggio riservato alla sosta disabili sia stato occupato impropriamente da chi non ne ha diritto per poi procedere alla sanzione. In questa prima fase, spiegano ancora in Comune, i test riguarderanno gli spazi posizionati in prossimità di alcune scuole cittadine.

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