Ultimo aggiornamento  17 novembre 2018 22:56

Cina, a Shenzhen 100% bus elettrici.

Paolo Borgognone ·

Shenzhen, provincia cinese del Guangdong, a nord di Hong Kong: popolazione tra gli 11 e i 12 milioni di abitanti e, dalla fine del 2017, una flotta di autobus del servizio pubblico interamente a batteria. 14.000 mezzi che non inquinano, dando un aiuto sostanziale a una realtà che - come quasi tutte le città cinesi - soffre di livelli di inquinamento difficilmente tollerabili

Una città in movimento

La "elettrificazione" del parco autobus di Shenzen inizia nel 2011. Allora la città che negli anni '80 il leader cinese Deng Xiao Ping scelse per diventare un laboratorio, una zona franca dove poter sviluppare il commercio e gli affari senza i soffocanti laccioli della rigorosa burocrazia statale, volta pagina dal punto di vista ambientale. Grazie anche all'intraprendenza di una azienda locale. La BYD Company Limited (dove BYD sta per Build Your Dream - costruisci il tuo sogno in inglese) è stata fondata - proprio a Shenzhen - nel 1995 per produrre batterie e si è imposta come uno dei giganti cinesi dell'elettrificazione. 

Municipalità e società privata iniziano a sostituire progressivamente i vecchi e inquinantissimi mezzi diesel con altri a batteria. All'inizio ci sono dei problemi, perché il pacco accumulatori è ingombrante e toglie spazio ai passeggeri, ma la tecnologia fa passi da gigante in pochissimo tempo e oggi i bus di Shenzhen sono capienti proprio come quelli di vecchia concezione. Ma non sporcano l'aria e non contribuiscono alle 44,7 milioni di tonnellate di Co2 emesse in Cina nel 2016, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Rivoluzione in 6 anni

L'80% degli autobus che circoleranno a Shenzen sono prodotti dalla BYD. La maggior parte sono già in circolazione nella città costiera e le ultime centinaia di vecchi diesel che ancora sono in funzione verranno dismessi e sostituiti nel corso delle prossime 8, 10 settimane. Uno sforzo economico e produttivo enorme per una città che però deve servire da esempio per tutte quelle realtà, europee, nord americane, nelle quali si discute da anni del passaggio a un servizio pubblico a batteria. Sei anni, in fondo, per passare a un sistema ecologicamente più accettabile, non sono un'eternità. Basta volerlo. 

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