Ultimo aggiornamento  17 settembre 2019 21:12

Emissioni, Bruxelles accelera.

Redazione ·

La Commissione europea propone per il 2030 una riduzione del 30% delle emissioni di CO2 per le auto nuove, rispetto ai valori già stabiliti per il 2021. La proposta, presentata all'interno del "pacchetto mobilità" e che dovrà essere approvata sia dai governi nazionali che dal parlamento europeo - fissa anche un target intermedio: entro il 2025 la riduzione delle emissioni, sempre rispetto al 2021, dovrà essere del 15%. Questo obiettivo è stato inserito - dicono a Bruxelles - per spronare l'industria a iniziare a lavorare immediatamente per rientrare nei canoni prefissati.  

Investimenti e incentivi

Nello stesso documento si parla anche di investimenti. L'Europa destinerebbe 800 milioni di euro per supportare programmi di sviluppo della rete di colonnine per la ricarica delle vetture elettriche e altri 200 milioni per la ricerca sulle batterie. 

La Commissione europea prevede anche di stabilire un sistema di crediti che permettano ai costruttori, se raggiungeranno o supereranno gli obiettivi previsti immettendo sufficienti vetture a zero o basse emissioni nella loro flotta, di effettuare compensazioni sulla produzione globale. Se, al contrario, dovessero fallire gli obiettivi, scatterebbe un sistema di penalità che porterebbero i costruttori a pagare 95 euro per ogni grammo di emissioni superiori al limite per ogni veicolo. Questo, viene fatto notare a Bruxelles, non significa che verranno formalizzate delle "quote", come avviene, ad esempio, in California

Costruttori sotto pressione 

Immediata è arrivata la risposta delle Case. In una nota l'Acea - l'associazione dei costruttori europei - ha accolto favorevolmente la determinazione a spostare i target definitivi al 2030. Tuttavia l'obiettivo di riduzione al 30% viene definito "molto aggressivo" e si parla apertamente di una misura "troppo impegnativa". Dal canto loro i costruttori ritengono, come avevano già sottolineato in un incontro avvenuto a margine del Salone di Francoforte, che una riduzione del 20% sarebbe molto più alla portata, anche perché avrebbe dei costi industriali "alti ma accettabili".

Critiche sono anche arrivate alla proposta di porre un obiettivo di mezzo nel 2025. Secondo l'Acea si tratta di una data troppo vicina al 2021, che non lascerebbe abbastanza tempo per studiare e progettare novità tecnologiche rilevanti, "in particolare per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri, che hanno cicli di sviluppo e produzione più lunghi".

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