Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 18:55

Dalmazzini: tricolore "terra" centrato.

Enzo Cerrone ·

Il Campionato Italiano Rally Terra ha di fatto spento i riflettori su una stagione motoristica bella ed entusiasmante. Sarà stata una casualità, sarà stata la nuova e azzeccata titolazione, con la promozione a titolo italiano, o magari la voglia di terra o tutte queste componenti messe insieme, fatto sta che il successo è arrivato, pressoché all'unanimità, da parte di piloti, navigatori ed in generale addetti ai lavori.

Un campione

Dunque la rincorsa al titolo, iniziata in aprile nel Liburna Terra, ha portato la carovana del tricolore terra al responso finale e definitivo, incoronando campione Andrea Dalmazzini, proprio nell'ultimo appuntamento, ancora in terra toscana, ma questa volta dalle parti di Radicofani, con il Rally della Val d'Orcia. E dire che la stagione del modenese non era iniziata in maniera esaltante, a causa di qualche inconveniente meccanico. Stagione che però riprendeva alla grande dal Rally dell'Adriatico dove Dalmazzini  centrava un quinto posto assoluto, diventando secondo di campionato. Da lì il portacolori dell'X Race Sport non si fermava più, centrando l'importante obiettivo.

Regolarità e velocità

Per il modenese la chiave vincente è stata la regolarità, oltre alla velocità. Non a caso Andrea Dalmazzini, in coppia con Giacomo Ciucci (va ricordato che alla sua destra per una gara hanno dettato le note anche Lara Giusti e Andrea Albertini), è l'unico pilota, in assoluto, a non aver fatto mai registrare un ritiro. In tutti gli appuntamenti del campionato ha sempre portato a casa qualche punto, con in particolare un terzo posto, due secondi posti e la vittoria ottenuta al Rally Nido dell'Aquila. Il giovane di Pavullo nel Frignano, solo 24 anni anche se già da molto calca i fondi sterrati, ha confermato le sue eccellenti doti, del resto già messe in mostra nel 2014, anno che gli valse il suo primo titolo italiano: quello del tricolore Cross Country, a soli 21 anni, il più giovane nella storia del campionato. 

Impressioni di un campione   

"Una bellissima stagione, da incorniciare. Ci siamo divertiti ed è stato fatto un grande gioco di squadra: da GB Motors  al Team X Race Sport, a Giacomo Ciucci (il navigatore) che mi ha aiutato tanto; ho fatto anche due diverse gare con Andrea Albertini e Lara Giusti. Anche Pirelli è stata fondamentale: ci ha sempre seguito per tutta la stagione e per questo gli dobbiamo dire grazie. Poi magari l'emozione mi fa dimenticare qualcuno, però è stato semplicemente bellissimo in una stagione che ci ha visti vittoriosi, con anche tanti importanti piazzamenti e in Val d'Orcia mi bastava una posizione,  sesto,  per avere dalla mia anche la matematica e così è stato". 

"Sono molto contento di aver saputo gestire non solo alcune gare, ma tutto il campionato. Oltre alla velocità ci sono tante cose, come la macchina, il feeling con il navigatore. La maturità nel gestire una situazione in generale mi è piaciuta molto, nonostante la velocità che in questo sport la fa da padrona".

Forte convinzione 

"Credevo di avere buone probabilità, ho iniziato ad avere qualche reale convinzione, dopo il Rally in Costa Smeralda. Lì siamo passati in vantaggio di otto punti  e conti alla mano sapevo di poter arrivare anche sesto nell'ultima gara, allora ho pensato ad amministrare la gara e se va tutto bene dovremmo farcela, è andata così, quindi era stato un buon auspicio ed abbiamo raggiunto l'obiettivo".  

"Sono sempre stato fedele alla terra: non so se potrò passare all'asfalto. Sono molto contento che il Trofeo Terra in questa edizione sia passato a Campionato Italiano. Aver vinto la prima edizione è un valore aggiunto. Vedremo per l'anno prossimo, non ho ancora fatto programmi".

Un sogno chiamato mondiale 

"Abbiamo vinto davanti a tanti avversari, tutti molto forti. C'erano dieci piloti che potevano concorrere per la vittoria finale. Una cosa che non succede in molti campionati, dunque ancora più contenti per aver il titolo".

"Mi hanno sempre detto che il rally è terra. Io sono nato con i fuoristrada, con il cross country, e ancora più piccolo, con le moto da Enduro, poi con i Quad  e quindi ho sempre avuto questo feeling con i fondi sterrati. Certo il sogno nel mondiale è sempre molto bello. Avevo già debuttato con la Peugeot 208 R2, come Rally Italia Talent, e mi era piaciuto molto. Gare tanto impegnative e comunque molto belle, con quel grande pubblico presente. Il mondiale per ora è un sogno, ma non si sa mai. Lì di terra ce ne è davvero tanta". 

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