Ultimo aggiornamento  18 agosto 2018 16:48

Inquinamento: a Bonn il COP23.

Paolo Borgognone ·

La prossima settimana si apre a Bonn la 23esima conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, la COP23. La città che è stata - da dopoguerra alla caduta del muro di Berlino - capitale della repubblica Federale tedesca ospiterà oltre 25.000 persone tra delegati, ospiti e giornalisti che si confronteranno sull'emergenza clima, soprattutto alla luce del passo indietro dell'amministrazione Trump , uscita dall'accordo di Parigi del 2015. 

L'incontro - organizzato in Germania ma presieduto dalle Isole Fiji, una delle zone della terra a più alto rischio a causa dell'innalzamento delle temperature e di conseguenza del livello del mare - è particolarmente importante in quanto preparatorio di quello previsto nel 2018 a Katowice in Polonia dove tutti i Paesi saranno invitati a presentare i risultato dei loro sforzi e delle politiche attuate per combattere il fenomeno dell'inquinamento.

Tante cause

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità sono 6 milioni e mezzo ogni anno le morti nel mondo legate a patologie, come le malattie cardio vascolari e respiratorie, riconducibili all'inquinamento atmosferico, causato da combustibili fossili, smog, particolato. Larga parte è dovuta ai trasporti, anche se non vanno sottovalutate altre fonti, come l'industria, la zootecnia, il riscaldamento residenziale, ma anche quello a biomasse legnose e non ultimi, come in Italia insegna la cronaca dal Piemonte in questi giorni, anche gli incendi boschivi. 

Economia malata

Lo studio della Commission on Pollution and Health - un progetto biennale realizzato a livello mondiale e che ha visto partecipare esperti, medici, istituzioni di 40 differenti Paesi nel mondo - recentemente pubblicato ha confermato come il problema, presente a livello globale, diventi drammatico nel sud del mondo. Nelle zone densamente popolate e poco difese da legislazioni adatte e da controlli puntuali, circa un decesso su quattro è da imputare all'inquinamento. Cina e soprattutto India i Paesi maggiormente colpiti. Grave anche la ricaduta economica: l'effetto dei costi sociali influisce sul Pil dei Paesi più poveri colpiti dal fenomeno per l'1,3% del totale e dello 0,5% nei Paesi ricchi. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, si va dall'1,3% nelle zone maggiormente industrializzate, al 7% nei Paesi emergenti.

Europa e Italia a rischio

L'Europa, secondo l'Agenzia continentale per l'ambiente, soffre di  circa 500.000 morti premature l'anno per inquinamento, circa 20 volte il numero delle vittime per gli incidenti stradali. I costi sarebbe ancora più alti, andando a intaccare il Pil per una quota superiore al 4% ( secondo alcuni si toccherebbero punte del 6%).

Nel nostro Paese, secondo il "Report sulla qualità dell'aria" realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile con Enea e Ferrovie italiane, si conterebbero oltre 90.000 morti premature ogni anno a causa delle varie forme di inquinamento, un triste record a livello continentale. Si tratta, infatti, di 1.500 decessi per milione di abitanti, contro i 1.100 della Germania, gli 800 di Gran Bretagna e Francia, i 600 della Spagna. 

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