Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2018 10:24

Città: l'aria che tira.

Marina Fanara ·

Mantova, Trento e Bolzano: sono queste le città più ecosostenibili d'Italia, mentre restano relegate al fondo della classifica Enna, Brindisi e Viterbo. Il verdetto emerge dall'ultimo dossier di Legambiente "Ecosistema urbano" che ha analizzato 104 capoluoghi di provincia e dato un voto in base alle misure adottate in settori determinati per la qualità dell'ambiente: dall'aria, alla gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, acqua ed energia.

Smog: da critico a cronico

Rispetto al passato, rileva il rapporto, la situazione sta lentamente migliorando, ma per molte città il problema dello smog è diventato cronico e non più limitato alla sola stagione invernale. Per quanto riguarda le polveri sottili, per esempio, a Torino e Frosinone è allarme rosso: in entrambe le città, l'anno scorso, il Pm 10 ha superato il limite di guardia (50 microgrammi al metro cubo) per circa tre mesi, quasi il triplo di quanto consentito dalla legge (massimo di 35 giorni ogni 12 mesi). Estremamente critiche anche Milano, Venezia, Asti e Vicenza dove i giorni di sforamento (70 e oltre) sono stati il doppio del tetto legale.

Polveri: 36 città fuori limite

In generale, nel 2016, sono state 36 le aree urbane con un eccessivo livello di inquinamento da polveri sottili, 13 in meno rispetto al 2015: stiamo migliorando, ma l'Agenzia europea per l'Ambiente ci ricorda che in materia di qualità dell'aria restiamo comunque una delle nazioni peggiori dell'Unione. Un'emergenza quella dell'inquinamento atmosferico che, sottolinea Legambiente, "rappresenta una delle principali minacce ambientali e sanitarie e non è attribuibile alle sole condizioni metereologiche, ma piuttosto all'assenza di misure strutturali capaci di riportare l'aria a livelli qualitativamente accettabili".

Un popolo auto-dipendente

Sul banco degli imputati la mancanza di interventi in grado di diminuire drasticamente il traffico privato, i veicoli diesel innanzitutto, tra i principali responsabili dell'inquinamento dell'aria. Stando allo studio, infatti, l'Italia è ancora una nazione "auto-dipendente" con un tasso di motorizzazione tra i più alti d'Europa: in media 624 auto ogni 1.000 abitanti, contro le 166 di Parigi, 331 di Londra, 392 di Berlino e 411 di Madrid. A parte il caso particolare di Venezia (424 macchine su 1.000 abitanti), considerando le grandi città, solo a Genova e La Spezia il tasso di motorizzazione non supera 500 su 1.000 abitanti, in pratica un'auto ogni 2 persone. Per il resto, Catania è al top (quasi 700 auto su 1.000 abitanti) seguita da Verona, Torino e Roma.

Mobilità: qualcosa si muove

Secondo il rapporto di Legambiente, comunque, non tutto è perduto, anzi: "C'è un'Italia delle città che ha già cambiato passo". Tra gli esempi più virtuosi cita Bolzano: nel giro di un decennio, il capoluogo del Trentino Alto Adige è riuscito ad abbattere del 40% le polveri sottili e si qualifica tra le migliori città del panorama nazionale per qualità dell'aria. In più, grazie a una diversa organizzazione degli spostamenti urbani a favore di alternative sostenibili, oggi solo il 30% dei suoi abitanti usa sistematicamente l'auto privata, il resto si sposta a piedi, in bici e con i mezzi pubblici.

Più che promettente anche l'esperienza di Milano: nonostante la cronica emergenza smog, grazie ad Area C ha abbattuto di un terzo il traffico in centro ed è la capitale italiana della mobilità condivisa con circa 400 mila iscritti a car, scooter e bike sharing. Infine Pesaro: qui la Bicipolitana, un sistema composto da 11 piste ciclabili organizzate come una vera e propria metropolitana, è riuscita a convincere più di un cittadino su quattro a lasciare l'auto a casa e spostarsi in bicicletta. Un esempio da seguire.

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