Ultimo aggiornamento  17 giugno 2019 10:50

Citroën, la Cactus diventa berlina.

Massimo Tiberi ·

La C4 Cactus, nata nel 2104, l'auto che più di ogni altra nella gamma delle Citroën recenti ha tenuto fede alla tradizione anticonformista del marchio, cambia ora fisionomia, con il nuovo modello in arrivo nella prima metà del prossimo anno, se non altro dal punto di vista della sua collocazione sul mercato.

Cambia faccia

Non più, dunque, atipica crossover fuori da qualsiasi ambito codificato, ma compatta berlina cinque porte, come la identificano in casa, al confine, per dimensioni e contenuti tecnologici, dei segmenti B e C: appena più ingombrante (è lunga 4,17 metri) di una Clio o di una Fiesta e con la voglia di guardare un po’ più in alto ad una Mégane o ad una Focus. Scelta che, d’altra parte, va di pari passo con l’offensiva che il Double Chevron sta lanciando nel campo suv, con l’arrivo della C3 Aircross e di quello imminente in Europa, entro il 2018, della più grande C5 Aircross, già ben presente in Cina.

Sempre speciale 

Questa sorta di “normalizzazione” di una vettura simpaticamente stravagante, che così va a coprire, nelle intenzioni, una fascia commerciale più ampia e d’indubbia importanza, non ha messo comunque in ombra forte personalità nel design e attenzioni funzionali, irrinunciabili denominatori comuni per tutte le Citroën. Certo, la nuova Cactus ha perso qualcosa degli accenti creativi della precedente, ridimensionando ad esempio i caratteristici “airbump” di protezione laterale e dando forma più massiccia al frontale in ossequio al “family feeling” di ultima generazione, ma mantiene pur sempre una identità capace di farla uscire dal coro.

L’abitacolo, inoltre, spazioso in rapporto alle dimensioni esterne, ripropone, nella plancia, nella strumentazione e negli allestimenti l’apprezzato senso pratico, mentre non è più disponibile il divanetto anteriore dal sapore retrò riservato alle versioni con cambio robotizzato, sostituito da un più efficiente automatico che impone però una configurazione convenzionale del comando.

Citroën significa comoda

Reinterpretata anche per ambire ad un salto in avanti sul piano tecnico, la C4 Cactus punta sul comfort per distinguersi e dare un ulteriore segno di continuità con le prerogative del Dna del marchio. Qui, l’assioma “Citroën uguale comodità” trova sostanza nelle sospensioni a smorzamento idraulico controllato, nell’abbondanza di materiali fonoassorbenti e nelle generose imbottiture dei sedili, oltre che nella dovizia, per la categoria, di sistemi di assistenza alla guida (dalla frenata automatica all’avviso di superamento corsia) e nell’infotainment. Nessuna sorpresa per quanto riguarda i motori, gli ormai classici, ma di buona efficienza quanto a consumi e compatibilità ambientale, tre e quattro cilindri, benzina e diesel, con potenze fino a 130 cavalli.

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