Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2019 16:17

Toyota, un futuro chiamato "i".

Alessandro Marchetti Tricamo ·

TOKYO – Il Salone di domani. L’immagine di quello che sarà, disegnata con concept e tecnologie destinate ad arrivare sul mercato oppure solo a far sognare. E’ il 45simo Tokyo Motor Show (dal 25 ottobre al 5 novembre al Big Sight della capitale giapponese). Protagonista inevitabile l’industria locale. Toyota ad esempio, con il lancio (in forma di prototipi) un’intera gamma di veicoli “i” per soddisfare le diverse esigenze di mobilità. 

Emozioni alla guida

Si parte dal Concept-i, già anticipata a gennaio al Ces di Las Vegas e disegnata presso il centro stile della Casa giapponese in California: 4 posti, 4,51 metri di lunghezza, portiere apribili ad ali di gabbiano, motore elettrico e 300 chilometri di autonomia. Ma soprattutto un’auto guidata dalle emozioni: una intelligenza artificiale, chiamata “Agent”, in grado di riconoscere lo stato d’animo attraverso lo studio dell’espressione facciale del guidatore, il body language e l’analisi del tono della voce. Non solo, i chip saranno in grado - analizzando i post del guidatore sui social - di valutare le sue preferenze, impostando il percorso migliore e più adatto allo stato d'animo. In base a questo, assicurano i tecnici giapponesi, sarà possibile migliorare comfort, sicurezza e divertimento di guida. La tecnologia è abbinata al sistema TeamMate che in Toyota significa guida autonoma. Al Tokyo Motor Show promettono: alcuni concept dotati di questa tecnologia saranno sperimentati in test su strada a partire dal 2020.

Sharing e accessibilità per l'i-Ride

Si continua con il concept i-Ride nato, per dimensioni (2,5 metri di lunghezza) e tecnologia, per essere utilizzato in servizi di car sharing. Tutto è guidato da un doppio joystick che serve sia per dare la direzionalità alla vettura, che per accelerare e frenare. Simile a quanto avviene in un cockpit aeronautico. Le portiere sono scorrevoli, il posto di guida è centrale e i-Ride è un veicolo disegnato anche per essere utilizzato da persone con disabilità (il piano è basso) che hanno la necessità di portare a bordo una sedia a rotelle. Il motore è elettrico e le batterie garantiscono una autonomia fino a 150 chilometri. Anche i-Ride può contare sull’intelligenza artificiale di un “Agent”, in grado di supportare in tutto chi è ai comandi offrendo, nel caso, anche le informazioni su infrastrutture senza barriere per i disabili. Dei tre sembra essere il veicolo più interessante e con le maggiori possibilità di arrivare sul mercato.

Tre ruote per l'ultimo miglio

Il cerchio si chiude con i-Walk, una sorta di monopattino del futuro spinto da un motore elettrico, 3 ruote, una davanti e due dietro, con passo variabile che lo rende stabile in tutte le condizioni. E’ il mezzo ideale per il famoso “ultimo miglio”, la distanza che separa, una volta scesi dalla metropolitana o un bus, dalla destinazione. L'autonomia è stimata tra i 10 e i 20 chilometri. Un monopattino che grazie all’immancabile Agent evita gli ostacoli, aspetto importante visto che la tre ruote giapponese potrà viaggiare anche su marciapiedi e itinerari ciclopedonali.

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