Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 02:29

Tesla va a produrre anche in Cina.

Patrizia Licata ·

Tesla ha raggiunto un accordo con l'amministrazione di Shanghai per costruire uno stabilimento produttivo nella zona di libero scambio della metropoli cinese. Per ora si tratta di indiscrezioni del Wall Street Journal, non confermate dalla Economy and Information Technology Commission di Shanghai (l'ente che si occupa dei progetti relativi ai veicoli con nuove forme di alimentazione), ma i rumors sono quel che basta al mercato che ha premiato in Borsa i titoli dei principali fornitori asiatici di componenti per auto, probabili candidati a rifornire la fabbrica di Tesla.

Super-car per il mercato cinese

“Ci aspettiamo di definire più chiaramente i nostri piani per produrre in Cina alla fine dell'anno", ha frenato Tesla. "Continuiamo a valutare potenziali sedi per aprire stabilimenti in tutto il mondo in modo da servire meglio i mercati locali e garantire prezzi accessibili, anche se la maggior parte della nostra produzione resta negli Stati Uniti", ha precisato l'azienda americana.

Secondo le fonti del Wall Street Journal, però, Tesla avrebbe già firmato un accordo preliminare con le autorità locali per produrre automobili a Shanghai. La fabbrica cinese sarà al cento per cento di proprietà dell'azienda di Elon Musk e, come suggerito dalla nota emessa da Tesla, permetterà alla casa californiana delle super-car elettriche di offrire ai consumatori cinesi un prezzo finale più basso: niente costi di spedizione, manodopera locale (qualificata ma a basso costo), accesso facilitato ai fornitori asiatici di componenti e metalli. Tesla si attrezza così a competere con la numero uno cinese dell'auto elettrica, Byd Co.

Più libertà per i costruttori esteri

La zona di libero scambio di Shanghai è stata inaugurata nel 2013 come parte delle strategie del primo ministro Li Keqiang per rafforzare l'economia non solo tramite le esportazioni ma stimolando i consumi interni. Secondo Bloomberg, il governo cinese sta valutando di consentire a tutti i costruttori d'auto esteri di creare nelle aree di libero scambio fabbriche di veicoli elettrici di cui mantengono la proprietà al cento per cento. Al momento le norme cinesi esigono che i costruttori stranieri formino delle joint ventures con aziende locali per poter produrre in Cina.

Un motore a zero emissioni

La Cina è il più grande mercato mondiale dell'auto per volumi di vendita (oltre 24 milioni di veicoli venduti nel 2016, esclusi quelli commerciali, secondo Statista) e uno dei paesi più attivi nella transizione verso la mobilità elettrica: Pechino vuole moltiplicare per dieci le vendite annuali di veicoli full electric e ibridi plug-in nei prossimi dieci anni e ha appena varato nuove regole che obbligano la maggior parte dei costruttori a produrre veicoli a zero o basse emissioni dal 2019 con quote via via crescenti sul totale delle vendite. L'obiettivo è di rendere le città cinesi più sostenibili liberandole dalla nube di smog che ha ricadute sulla salute e la produttività delle persone e al tempo stesso dare sostegno a un'industria emergente col potenziale di diventare uno dei più potenti motori - puliti - dell'economia cinese.

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