Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 21:18

Anas sulla buona strada.

Marina Fanara ·

In cima alla lista c'è la Grosseto-Fano, i 279 chilometri di superstrada che, una volta ultimata, permetterà di andare dritti dal Tirreno all'Adriatico senza interruzioni, rallentamenti e restringimenti di corsia. L'opera, una delle tante incompiute d'Italia, è la prima nell'elenco delle priorità inserito nel piano di investimenti che l'Anas (la società pubblica di gestione delle strade) ha programmato per i prossimi 5 anni e che rientrano nel contratto di programma 2016-2020, approvato dal Cipe lo scorso agosto. Un piano che vale 29,5 miliardi di euro, di cui 23,4 miliardi per manutenzione, completamento e nuove strade, e che riguarda quasi 16 mila chilometri di infrastrutture viarie, pari al 60% della rete di competenza (26 mila chilometri). 

Più al sud che al nord 

Gli interventi verranno realizzati prevalentemente al sud (poco più del 56%), mentre al nord e al centro saranno dedicati, rispettivamente, circa il 19 e il 24% dei lavori. Oltre alla E78, la Sgc (acronimo di Strada di grande comunicazione) Grosseto-Fano alla quale è stata destinata la quota maggiore di spesa (1.4615 milioni di euro), l'Anas metterà finalmente mano ai cantieri su altre opere prioritarie che da anni aspettano di essere definitivamente completate. In tutto sono 21 per un totale di 8,4 miliardi di euro: tra le più importanti, l'Adriatica, la statale Telesina (Caianello-Benevento), la Umbro-Laziale, la A2 Autostrada del Mediterraneo (viabilità complementare), la Via Emilia, la Ionica, la Pedemontana piemontese. Buone notizie per la viabilità (negli anni trascurata) in Sicilia: entro il 2020, secondo i piani Anas, sarà risolto il nodo della tangenziale e verrà completata la statale nel catanese oltre al tracciato della sud occidentale Sicula, altra grande incompiuta.

Contro traffico e incidenti

Ancora più importante l'investimento (10,5 miliardi di euro) per mettere in sicurezza una serie di strade (13 per la precisione) tristemente note per il traffico (superiore del 50% alla media nazionale, dicono all'Anas), e per gli incidenti (su queste infrastrutture si concentra l'80% dei sinistri di tutta Italia): tanto per dirne qualcuna, la E45/E55 Orte-Mestre, l'Adriatica, l'A19 Palermo-Catania, l'Aurelia, l'Emilia e il Grande raccordo anulare di Roma.

In tutto 15 mila chilometri di infrastrutture viarie saranno oggetto di manutenzione straordinaria, grazie alla quale ci si attende non solo un drastico calo degli incidenti, ma anche un notevole miglioramento della mobilità, soprattutto in termini di abbattimento dei tempi di percorrenza: -29% per le auto e -22% per il traffico pesante. Il che, stando alle previsioni Anas, produrrà benefici, non indifferenti per il singolo, le imprese e l'intera economia del Paese, stimati in oltre 15 miliardi di euro. "Per la prima volta", ha detto Graziano Delrio, ministro Infrastrutture e Trasporti, "vengono destinati quasi 30 miliardi su manutenzioni straordinarie e ordinarie per la cura e la sicurezza della nostra rete viaria. Siamo sulla buona strada".

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