Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 13:51

Il pericolo dell'homo smartphone.

Marina Fanara ·

E' lui il pericolo numero 1: l'"Homo smartphone". In parole povere, significa l'uomo, o la donna, col cellulare sempre in mano per parlare, chattare, mandare un sms, andare su internet anche quando guida o attraversa la strada: è questa la prima causa di incidente. Lo sapevamo già che la distrazione (a sua volta dovuta soprattutto al telefonino) è diventata il principale fattore di rischio, ma un'ulteriore conferma arriva dal Rapporto 2017 sulla sicurezza stradale di Dekra Italia (filiale della multinazionale tedesca): il 90% dei sinistri, rileva lo studio, è colpa dei comportamenti sbagliati delle persone, riconducibili, nell'80% dei casi, all'uso dello smartphone.

Meno morti sulle strade

Cellulare a parte, lo scenario generale sulla sicurezza stradale in Europa che emerge dal Rapporto Dekra è di cauto ottimismo: nel 2016, in tutta l'Unione, gli incidenti hanno provocato 25.500 morti, il 2,4% in meno rispetto al 2015. La diminuzione nel nostro Paese è stata quasi il doppio: -4,2% rispetto all'anno precedente, con un totale di 3.283 vittime.

Scooter e bici più a rischio

Considerando i diversi tipi di utenti, è aumentato il numero di morti tra gli scooteristi (+10,5% rispetto al 2015, per un totale di 116 deceduti) e i ciclisti (275, +9,6%). In numeri assoluti, a farne maggiormente le spese sono stati sempre gli automobilisti, che però rimangono pressoché invariati rispetto al 2015: 1.470 vittime, quasi la metà del totale Italia, +0,1% sul 2015. Resta consistente anche la quota dei deceduti tra i motociclisti (657 vittime) e i pedoni (570), ma in netto calo rispetto all'anno precedente: rispettivamente del 15 e del 5,3%.

Gli obiettivi

Per Toni Purcaro, amministratore delegato di Dekra Italia, "c'è ancora molto da fare. Il dato impressionante è quello dell'Homo smartphone al volante, che è in cima alla vetta tra le cause di incidente". Dekra caldeggia alcune proposte; limitare l'uso del cellulare, contrastare la guida sotto effetto di sostanze alcoliche anche tramite dispositivi alcol-lock che impediscono la partenza dell'auto se il valore alcolemico supera i limiti di legge, una maggiore diffusione a bordo dei veicoli di sistemi di sicurezza attivi alla guida. "La speranza", conclude Purcaro, "è la 'Vision zero', cioè arrivare a non avere più neanche un morto sulle strade".

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