Ultimo aggiornamento  19 agosto 2018 01:45

Lyft, il taxi coi baffi.

Patrizia Licata ·

La culla americana dell'alta tecnologia, quella Silicon Valley che si stende a sud della baia di San Francisco, non poteva non dare i natali anche alle aziende che hanno rivoluzionato il modo di concepire il servizio taxi. La più nota è Uber, perché presente in quasi tutti i paesi del mondo, ma per i californiani, Lyft è un nome altrettanto familiare. La start-up, fondata nel 2012 da Logan Green e John Zimmer, due giovani imprenditori che si sono conosciuti su Facebook, si è resa molto riconoscibile anche grazie al logo rosa e alle automobili con i baffi di finta pelliccia attaccati al paraurti.

Solo dal cellulare

Come Uber, Lyft è un operatore del ride hailing: un servizio simile a quello fornito dai taxi. Perché dunque dovremmo considerarla un'azienda della tecnologia e non dei trasporti? Perché, esattamente come nel caso della rivale maggiore, Lyft non possiede una sola macchina: gli autisti di Lyft sono privati cittadini che usano la loro automobile (spesso si tratta di un secondo lavoro). Inoltre il servizio "funziona" solo scaricando la app di Lyft sul cellulare: lì inseriamo il nostro numero di telefono e la forma di pagamento (lcarta di credito oppure un conto PayPal, Apple Pay o Google Wallet - all'autista di Lyft non dobbiamo dare nemmeno un centesimo, anche la mancia va inserita nel pagamento via cellulare); infine inoltriamo la richiesta del passaggio e il sistema ci mostra nome e foto dell'autista più vicino pronto a raggiungerci. 

Chi ci crede

Più oculata di Uber nelle sue spese e meno aggressiva nei progetti di espansione, Lyft ha nel 2016 un fatturato stimato da Bloomberg di 700 milioni di dollari e una perdita di 600 milioni, ma dovrebbe essere in grado di produrre il suo primo utile nel 2018. La start-up ha infatti ricevuto dalla fondazione un totale di 2 miliardi di dollari da una lunga lista di finanziatori tra cui figurano General Motors, Alibaba (il colosso cinese dell'e-commerce), Didi (l'analoga cinese di Uber) e Tencent (altro colosso hitech della Cina); più di recente Google ha investito in Lyft 1 miliardo di dollari. I legami con alcune di queste aziende non sono solo finanziari: sia con General Motors che con Google, Lyft ha accordi per sperimentare e impiegare auto a guida autonoma. Il futuro del servizio di ride hailing è infatti, secondo Logan e Zimmer, nelle auto senza autista.

Più taxi-robot, meno traffico

L'idea da cui nasce Lyft è che in città condividere i viaggi o usare automobili "in affitto" e non di proprietà sia l'unica soluzione per una mobilità efficiente e sostenibile. "L'automobile diventerà un servizio che usiamo come e quando ci serve, pagando solo per l'effettivo utilizzo", ha detto Zimmer. Questa trasformazione sarà accelerata dalla diffusione di flotte di veicoli autonomi e Lyft ha già annunciato che tra cinque anni le driverless cars costituiranno la maggior parte delle corse effettuate dalla società. Fantascienza? Probabilmente no, visto che il numero degli alleati di Lyft sulla guida autonoma continua ad allargarsi: da Gm a Google si è estesa a Jaguar - Land Lover e NuTonomy (start-up di Boston che sviluppa tecnologia per il driverless) e, notizia di questi giorni, anche a Ford che prevede, entro il 2021, l'impiego di suoi veicoli autonomi nella flotta di "taxi" di Lyft.

Baffi rosa da collezione

Lyft oggi è attiva in più di 200 città americane; l'obiettivo è arrivare a 300 entro fine anno. A New York City, però, le proteste della forte lobby dei tassisti hanno costretto la società a limitare il suo servizio ad autisti che possiedono una licenza erogata dalla locale Taxi and Limousine Commission. Anche sui baffi rosa Lyft ha dovuto fare un passo indietro. Quei carstache giganteschi che campeggiavano come un pelouche rosa sul muso delle sue auto non erano il massimo per presentarsi, per esempio, a un colloquio di lavoro o a un meeting coi vertici aziendali. Dal 2015 sono stati quindi introdotti i glowstache, baffi di plastica fosforescente da mettere sul cruscotto mentre da quest'anno è arrivato Lyft Amp, un dispositivo luminoso e interattivo ormai privo dei baffi e non necessariamente rosa, molto simile a quello che hanno i taxi sulle loro auto. I vecchi baffi rosa, ormai in pensione, sono diventati un oggetto da collezione: si trovano in vendita online, e i prezzi possono sfiorare i 100 dollari.

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