Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 05:23

La moltiplicazione delle Gigafactory.

Patrizia Licata ·

L'ex manager di Tesla Peter Carlsson fa lo sgambetto a Elon Musk. L'imprenditore svedese, dopo cinque anni come capo della produzione dell'azienda californiana, ha fondato la Northvolt per produrre batterie a ioni di litio e ha annunciato la costruzione in Svezia della più grande fabbrica europea di batterie per veicoli elettrici, capace di rivaleggiare con il colossale stabilimento produttivo di Musk, la Gigafactory.

E' un progetto da 4 miliardi di euro, ma Carlsson spera di chiudere in autunno il primo round di finanziamenti portando a casa almeno 100 milioni di euro - quanto occorre per avviare la pre-produzione nel 2019 - e ha attratto un alleato importante, il gruppo svizzero dell'ingegneria ABB, che fornirà a Northvolt soluzioni di automazione industriale e conoscenze tecniche nel campo dell'elettrificazione (e sosterrà la fase iniziale del progetto con un investimento di 10 milioni di euro).

Sfida dai ghiacci

Carlsson ha una precisa tabella di marcia. Ha appena firmato la partnership con ABB, ma continua a trattare con altri partner industriali e sostenitori finanziari: l'obiettivo è avviare la produzione vera e propria nel 2020 e raggiungere un output annuale di celle per batterie equivalente a 32 gigawattora nel 2023. La sede della più grande fabbrica europea di batterie a ioni di litio sarà a Vasteras, sulle sponde del Lago Malaren nella Svezia centrale, oppure più a nord, a Skelleftea: dalle fredde distese scandinave Northvolt giocherà la sua sfida alla Gigafactory e ai suoi 455.000 metri quadrati di spazi operativi su più piani nel deserto di Reno, nel Nevada.

Indipendenza difficile

La Gigafactory dovrà raggiungere nel 2018 una capacità annuale di 35 gigawattora per permettere a Tesla di portare la produzione di veicoli a 500.000 unità annue. Produrre in casa ha il grande vantaggio di abbattere i costi e ridurre la dipendenza dai grandi fornitori asiatici di batterie a ioni di litio come Panasonic (Giappone), LG Chem (Sud Corea) e CATL (Cina). Ma progetti come questi hanno tempi e costi colossali. La Gigafactory di Tesla richiede 5 miliardi di dollari per il completamento e Elon Musk non ha potuto fare a meno dell'appoggio della rivale Panasonic che sta contribuendo con circa 1,5 miliardi di dollari. Inoltre, solo il 30% della struttura prevista è costruito. "Siamo operativi e la Gigafactory produce già più di ogni altra fabbrica di batterie nel mondo", ha assicurato ad agosto Musk. Ma le maggiori fabbriche mondiali di batterie hanno in media una capacità di 4 gigawattora l'anno: anche se Tesla tiene segreti i numeri è chiaro che l'obiettivo dei 35 gigawattora non è dietro l'angolo.

Le moltiplicazioni della Gigafactory

La corsa però continua e Tesla ha messo il turbo a tutti i suoi concorrenti. In Germania, Daimler ha avviato in estate i lavori per una fabbrica di batterie a 130 chilometri da Berlino col contributo di 500 milioni di euro di fondi pubblici; nei giorni scorsi, Mercedes-Benz, parte del gruppo Daimler, ha annunciato un investimento da un miliardo di dollari per fabbricare negli Stati Uniti le sue auto elettriche EQ e le relative batterie. I costruttori tedeschi non vogliono perdere tempo: Volkswagen ha calcolato che l'industria globale dell'auto potrebbe aver bisogno nel 2025 di batterie per una capacità complessiva di oltre 1,5 Terawattora, pari a 40 Gigafactory di Tesla. E se l'Europa non preme sull'acceleratore, a vincere sarà la Cina: già primo fornitore mondiale di batterie a ioni di litio, Pechino ha annunciato per il 2021 il completamento di tre nuove fabbriche con capacità totale di 120 gigawattora annui. Ovvero la Gigafactory moltiplicata per tre.

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