Ultimo aggiornamento  19 giugno 2019 03:49

Elettrificazione, Italia indietro.

Gloria Smith ·

Se l'auto elettrica e autonoma è la prossima grande rivoluzione per il settore della mobilità, l'Italia deve accelerare il passo. E' la carenza di infrastrutture unita a un quadro normativo non adeguato all'evoluzione tecnologica a penalizzarci e relegarci nelle retrovie, secondo un report realizzato dalla società tedesca di consulenza strategica Roland Berger. Chi finirà sul podio? Nonostante la presenza del colosso dell'auto elettrica Tesla e di giganti dell'hi-tech che testano l'auto autonoma come Google e Uber, per gli studiosi non sono gli americani ma i Paesi asiatici a staccare la concorrenza grazie a tecnologie avanzate, norme aggiornate e consumatori pronti a cambiare il modo di vivere la mobilità

Radar su 11 paesi

Lo studio "Automotive Disruption Radar" di Roland Berger è stato realizzato intervistando 11.000 consumatori di 11 paesi: Cina, Germania, Francia, Regno Unito, India, Italia, Giappone, Olanda, Singapore, Corea del Sud e Stati Uniti. L'indagine affronta i temi chiave dell'auto del futuro: mobilità condivisa, guida autonoma, digitalizzazione, auto elettrica, infrastrutture, quadro normativo. Considerando tutti questi parametri, la prima posizione spetta all'Olanda come paese più pronto per l'auto elettrica e autonoma. La Germania risulta quinta, gli Stati Uniti solo decimi. L'Italia è ultima.

Asia prima nell'innovazione

Se si considerano però specificamente l'innovazione tecnologica e normativa, la capacità di lanciare rapidamente test e progetti di sviluppo, e l'accettazione da parte del pubblico, la palma d'oro dell'"Automotive Disruption Radar" va ai Paesi asiatici. Singapore, per esempio, ha modificato il proprio quadro normativo per permettere la circolazione dei nuovi veicoli e ha lanciato i primi esperimenti con autobus turistici e veicoli commerciali senza conducente.

Anche sul fronte della e-mobility, l'Asia è in testa con il 50% degli automobilisti intenzionati ad acquistare un'auto elettrica, mentre in Europa occidentale sono il 30% e negli Stati Uniti, la patria di Tesla ma anche della benzina low-cost, appena il 15% del campione pensa di comprarsi una macchina elettrica. In media, il 35% degli intervistati in tutto il mondo intende acquistare un'auto elettrica come prossimo veicolo. Tutti concordano su due punti: le elettriche sono ancora troppo costose e le infrastrutture per la ricarica elettrica non abbastanza capillari. 

Italia tra ritardi e opportunità

Proprio l'infrastruttura è uno dei parametri su cui il nostro paese viene bocciato. "L'Italia è piuttosto arretrata: alcuni indicatori tra cui la mobilità condivisa, la densità delle stazioni di ricarica e persino l'indice di curiosità verso la guida autonoma sono ben inferiori rispetto a quelli registrati negli altri paesi esaminati dal report", sottolinea Andrea Marinoni, Senior Partner di Roland Berger.

Nell'auto elettrica e autonoma siamo dunque condannati a restare ai box? Non è detto: la prossima introduzione di zone speciali con una maggiore flessibilità normativa per effettuare i primi test dell'auto autonoma potrebbero farci rientrare in gara e in più la nostra filiera industriale "ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo da protagonista tra i principali player di settore", afferma Marinoni. Per fare il salto serve però un "ripensamento di sistema": un nuovo modo di immaginare, sviluppare, produrre, regolare e utilizzare i servizi per la mobilità che ci permetta di fare la nostra parte nella prossima rivoluzione dell'automotive.

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