Ultimo aggiornamento  25 marzo 2019 13:01

Volkswagen, caccia al cobalto.

Patrizia Licata ·

La competizione sull'auto elettrica si gioca anche sulla capacità dei costruttori di approvvigionarsi dei materiali necessari per le batterie. Il gruppo tedesco Volkswagen, che vuole arrivare a produrre 3 milioni di veicoli elettrici l'anno entro il 2025, si è rivolto ai principali attori dell'industria del cobalto per assicurarsi la fornitura di un materiale essenziale per le batterie ricaricabili a ioni di litio.

Forniture da record

Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Reuters, Volkswagen avrebbe invitato i maggiori produttori di cobalto a partecipare a una gara per una fornitura decennale a partire dal 2019. La casa tedesca non ha confermato le indiscrezioni, ma ha dichiarato che avrà bisogno di oltre 150 Gigawattora di capacità annuale per le batterie delle sue auto elettriche entro il 2025 e ha avviato un piano per l'approvvigionamento dei materiali necessari che viene definito "uno dei più imponenti nella storia dell'industria dell'automobile". Per un valore complessivo (quindi non solo per comprare cobalto) pari a 50 miliardi di euro.

Tutti i minerali della batteria 

Il cuore dell'auto elettrica a batteria sono oggi le celle a ioni di litio, che convertono l'energia chimica in energia elettrica. Il litio è il materiale fondamentale ma non l'unico necessario perché ogni cella è composta da anodo, per cui serve grafite, elettrolita (sali di litio) e catodo, che può avere formulazioni diverse: si possono usare cobalto, manganese, nickel, alluminio. Bloomberg New Energy Finance prevede che la diffusione dell'auto elettrica farà crescere di 100 volte la produzione di litio, cobalto e manganese nel mondo di qui al 2030, mentre la domanda di grafite salirà a 852.000 tonnellate l'anno contro 13.000 tonnellate nel 2015 e la domanda sia di nickel sia di alluminio arriverà a 327.000 tonnellate l'anno nel 2030 contro 5.000 tonnellate nel 2015. 

Strategie di mercato

Tra tutti questi materiali il cobalto è il più costoso; il prezzo, spinto dal boom previsto della mobilità elettrica, è raddoppiato nell'ultimo anno. Come litio e grafite, però, non garantisce forniture costanti, anche perché il primo produttore di cobalto (65% del totale mondiale) è la Repubblica Democratica del Congo, un paese politicamente instabile. Per questo Volkswagen può avere interesse ad accordi con l'industria che la proteggano dalle oscillazioni negli approvvigionamenti e "blocchino" il prezzo.

La corsa del cobalto

Volkswagen non si muove oggi per la prima volta sul mercato dei materiali per batterie ricaricabili. Il gruppo tedesco sarebbe stato decisivo nell'accordo siglato a luglio tra il colosso minerario Glencore e il produttore cinese di batterie a ioni di litio Contemporary Amperex Technology, che ha firmato per una fornitura di 20.000 tonnellate di cobalto in quattro anni grazie all'impegno di Volkswagen a comprare le sue batterie. La casa di Wolfsburg non ha confermato, ma Reuters sostiene che Volkswagen si sia assicurata un prezzo assolutamente concorrenziale di 28.500 dollari per tonnellata; pochi giorni dopo il valore del cobalto è schizzato a 58.000 dollari e ora supera i 65.000, sempre per tonnellata.

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