Ultimo aggiornamento  07 aprile 2020 21:06

Mini Moke, personalità multipla.

Massimo Tiberi ·

Auto dalle mille metamorfosi, la Mini, quella originale parto della straordinaria creatività tecnica di Alec Issigonis, ha saputo nella sua lunghissima vita (dal 1959 al 2000 e oltre 5 milioni di unità prodotte) assumere le personalità più varie, trasformando la sua natura di rivoluzionaria city-car in piccola station e furgoncino, raffinata Rolls in sedicesimo e sportiva vittoriosa per tre volte al Rally di Montecarlo; per non parlare delle tante, spesso assolutamente stravaganti, elaborazioni di carrozzieri o singoli appassionati. E la vetturetta britannica ha indossato anche le vesti, simpaticamente rudi, della simil fuoristrada, una ennesima interpretazione, in chiave vagamente Jeep,della sua essenza polivalente.

L'asinello a quattro ruote

Un modello, battezzato Mini Moke (asinello in inglese), “avventuroso” nella definizione del progetto stesso e poi nella altalenante carriera, ma in fin dei conti dal discreto successo commerciale (a quota 50.000 esemplari) e, oggi, fra le ambite varianti “cult” di un’icona senza tempo.

L’idea iniziale, di un mezzo votato all’assoluta funzionalità, guardava alle commesse militari, per sfruttare la meccanica della popolare utilitaria come base di un veicolo leggero, semplice, robusto e dalle dimensioni ridottissime, in grado di muoversi su terreni difficili, di essere trasportato da un elicottero o lanciato con il paracadute, destinato inoltre a sostituire una derivata pick-up della Citroen 2CV, realizzata in Inghilterra e in forza alla Reale Marina. La proposta non viene però accolta dal Ministero competente e i prototipi, compreso il bimotore (uno davanti e uno dietro, al pari della versione Sahara della francese) a trazione integrale, sono considerati inadeguati alle esigenze di un impiego impegnativo.

La trasformazione

Così, la Moke, venduta con i marchi gemelli Austin e Morris, diventa “civile” e si presenta al pubblico nel 1964 puntando ad un utilizzo comunque rivolto prevalentemente al lavoro e con un prezzo (favorito dalla detassazione agevolata) di appena 400 sterline. L’aspetto è essenziale, praticamente un telaio a vista con abitacolo completamente aperto, unico il colore (verde), quattro posti (optional i tre oltre quello del guidatore) per tre metri di lunghezza, finiture inesistenti, strumentazione ridotta all’osso nell’elemento circolare al centro della plancia e una risicata capote (ancora un accessorio a richiesta) da montare all’occorrenza per proteggere (poco) dalla pioggia.

La prima non sincronizzata

Nella parte anteriore, che riprende i tratti caratteristici Mini, il classico motore 848 centimetri cubici da 37,5 cavalli, e in generale conferma dell’intero pacchetto tecnico della “madre”: trazione soltanto anteriore, sospensioni indipendenti con componenti in gomma, quattro marce (con la pecca della prima non sincronizzata), freni a tamburo e i cerchi da 10 pollici che limitano molto l’altezza da terra. Non sono davvero prerogative per l’off-road, ma peso ridotto (570 chili), elasticità del propulsore e grande maneggevolezza, permettono, con pneumatici M+S, qualche escursione su fondi a bassa aderenza.

D’altra parte, come del resto accaduto a molte Mini, se l’auto non incontra i favori della clientela per la quale era stata pensata, l’immagine piacevolmente rustica le fa scoprire una certa vocazione snob e quasi elitaria, tanto da diventare tender per gli yacht  o presenza nelle ville campagnole dei vip e sulle spiagge esotiche.

Anche un po' italiana

La produzione in Gran Bretagna termina già nel 1968, ma il percorso della Moke proseguirà addirittura fino al 1992, costruita in Australia e poi in Portogallo, per uscire di scena proprio in Italia, con le 1.500 assemblate dalla Cagiva. Intanto, molti gli aggiornamenti per rendere questa anticonformista un po’ più borghese e confortevole: dai motori portati a 1.000  e 1.300 cc, alle migliori protezioni dalle intemperie, ai cerchi maggiorati, ai sedili più comodi, alla gamma colori che si estende, ma non ci sarà nessuna alterazione sostanziale di una formula a suo modo esclusiva.     

Tag

Mini  · Moke  · Regno Unito  · 

Ti potrebbe interessare

· di Carlo Cimini

La piccola Mini, resa celebre dalla diva francese negli anni '60, torna sul mercato negli Usa: l'auto sarà elettrica e dal prezzo accessibile