Ultimo aggiornamento  16 settembre 2019 10:03

Cina, lunga marcia verso l'elettrico.

Patrizia Licata ·

La Cina risponde gli annunci di Francia e Gran Bretagna, che vieteranno la vendita di veicoli nuovi a benzina e diesel dal 2040, e si prepara a un mercato dell'auto totalmente a zero emissioni. La rivoluzione arriverà a tappe progressive e non ci sono date sul bando definitivo del motore a scoppio, ma il governo cinese sta studiando quale potrà essere il momento più opportuno per la Tigre asiatica per convertire l'intero mercato auto all'elettrico.

Autorità allo studio

“Alcuni paesi hanno indicato tempi e modi con cui fermeranno la produzione e la vendita di automobili alimentate da combustibili tradizionali e il nostro ministero ha avviato gli studi necessari per definire un'analoga roadmap insieme ai dipartimenti competenti", ha dichiarato il vice ministro dell'Industria Xin Guobin, che ha parlato durante un evento dedicato al mondo auto nella città di Tianjin, come riportato dall'agenzia di stampa Xinhua e da Reuters. La Cina è già il primo mercato mondiale dell'auto ed è prima anche per le vendite di auto elettriche. Saranno "anni turbolenti" per i costruttori cinesi, ha detto Xin, ma è imperativo cambiare strategia.

La roadmap al 2025

La tabella di marcia al vaglio del ministero dell'Industria prevede che almeno un quinto delle vendite delle case automobilistiche presenti in Cina sia costituita da veicoli elettrici e ibridi plug-in nel 2025. L'obiettivo sarà raggiunto gradualmente: nel 2018 le elettriche e ibride dovranno essere almeno l'8% delle vendite per salire al 10% nel 2019 e al 12% nel 2020. Ci sarà anche un periodo di "tolleranza" perché le regole saranno tassative solo dal 2019, secondo Xinhua. Intanto il ministero delle Finanze sta studiando nuove forme di supporto all'industria dell'auto elettrica, probabilmente sostituendo i sussidi all'acquisto per i consumatori, da cui la Cina teme un boom incontrollato, con agevolazioni per i costruttori.

Più competitività meno smog

Tre i motivi fondamentali dietro la marcia della Cina verso la mobilità elettrica. Il primo è mettere un freno alle devastanti conseguenze, per la salute e per l'ambiente, dell'inquinamento atmosferico (Pechino sta nel frattempo cercando anche una riconversione delle centrali elettriche, riducendo in particolare l'utilizzo del carbone). Il secondo è diminuire la dipendenza dalle importazioni di petrolio, di cui la Cina è il secondo consumatore mondiale. Infine, ma non meno importante, Pechino vuole garantire competitività alla sua industria automobilistica rispetto alle innovazioni introdotte dai colossi internazionali. In questo settore il paese asiatico ha già un importante primato: è il primo produttore mondiale di batterie a ioni di litio. E non è poco.

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