Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 01:03

Roma, più sharing e meno auto.

Patrizia Licata ·

Il 67% dei cittadini residenti in 10 metropoli d'Europa è convinto che i servizi del ride hailing, quelli come Uber che si prenotano via cellulare, siano una valida alternativa all’auto di proprietà. A pochi giorni dalla European Mobility Week (16-22 settembre), proprio Uber ha presentato i risultati di una ricerca condotta ad agosto tramite l’Istituto di Ricerca Orb e che ha coinvolto più di 10.000 persone tra i 18 e i 54 anni residenti a Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bruxelles, Lisbona, Parigi, Roma, Stoccolma e Varsavia: chi si sposta in città è ben disposto a rinunciare alla propria macchina se ci sono validi servizi alternativi.

Mobilità condivisa in Europa

I trasporti pubblici restano essenziali, ma i cittadini delle metropoli europee sono preoccupati da traffico e inquinamento, come dice l'83% del campione, e pronti ad accogliere le nuove forme di mobilità condivisa se possono alleviare tempi, costi e impatto ambientale degli spostamenti urbani. Ad attrarre non è solo il ride hailing alla Uber, moderna versione del taxi, ma anche i servizi di car sharing (le auto in condivisione messe a disposizione dai Comuni o da operatori privati che si pagano solo per l'uso effettivo) fino al car pooling, i passaggi in auto con persone che coprono lo stesso persorso. Chi ha già provato i servizi come Uber è ancora più propenso a usarli, visto che l’80% delle persone che hanno prenotato una corsa con un’app mobile nell’ultimo anno è disposto a tenere la macchina in garage

Roma Caput Mundi

I dati di Roma sono da primato. I romani amano la macchina, spesso anche a causa dei disservizi del sistema di trasporto pubblico, e la nostra capitale è, tra le 10 metropoli studiate, quella col numero più alto di auto proprie: l’86% dichiara di possedere un veicolo privato (il caso opposto è Stoccolma, dove solo metà della popolazione tra i 18 e i 54 anni ha una macchina propria). Roma si aggiudica il primo posto anche per numero di intervistati che sono proprietari di due o più veicoli, oltre il 60%, contro una media europea del 42%.

Tuttavia il 94% dei romani si dice preoccupato da traffico e smog e vorrebbe vedere meno auto in città, tanto che il 76% (contro una media europea del 63%) rinuncerebbero a usare la macchina di proprietà se ci fossero migliori servizi di trasporto pubblico e più app come Uber. A Roma il 19% del campione ha già usato un'app del ride hailing nell'ultimo anno; Roma si colloca in questo caso a metà classifica, contro una media europea del 26% e il primato di Parigi e Londra, dove quasi la metà ha effettuato una corsa Uber negli ultimi 12 mesi.

L'Asia è avanti

Lo studio di Uber conferma come i nuovi modi di spostarsi in città stiano diventando familiari e conquistino consensi. A livello globale, il trend è ancora più marcato, come dimostrato da un recente report di Roland Berger, società di consulenza che ha indagato la propensione a lasciare l'auto a casa in presenza di servizi di mobilità condivisa intervistando 10.000 consumatori in Cina, Giappone, India, Singapore, Sud Corea, Stati Uniti, Germania, Olanda, Regno Unito, Francia. La vera frontiera della nuova mobilità sembra essere in Asia, visto che alla domanda "Quante persone conosci che hanno rinunciato a comprare una macchina perché usano i servizi di mobilità alternativa?", il 31% di chi ha risposto a Singapore ha detto di conoscerne più di 10, come il 17% delle persone in Cina e il 15% in India. Sono i numeri più alti di tutto il campione. 

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